venerdì 19 febbraio 2016

Forse i grammatici dovrebbero studiare un po' di Marketing!


Se come me ti sei ritrovato a dover cercare chiarimenti in una grammatica hai di sicuro sperimentato una certa insoddisfazione.

I chiarimenti che cerchi sono di solito:
  • non presenti nella grammatica che consulti perché scegli una grammatica per bambini
  • presenti ma troppo complicati da capire perché scegli una grammatica per studenti "avanzati"
Trovare una via di mezzo tra questi due estremi è veramente impossibile.

Devi decidere tra lasciar stare o tuffarti veramente all'inferno e sperare di uscirne con della vera comprensione.

Forse i grammatici dovrebbero studiare un po' di marketing.

Un copywriter (chi scrive i testi pubblicitari) sa, come prima cosa, come cosa talmente fondamentale che se non la prendi in considerazione sei proprio un pivello, che prima di scrivere qualsiasi cosa si deve stabilire qual'è il target di pubblico!!!

Direi che è quasi ovvio: vuoi vendere? "A chi?" è la prima domanda.

"Qual'è la realtà del tuo target di pubblico, cosa lo spinge e cosa lo trattiene dall'acquisto?" sono le tue prossime domande.

Se non sai rispondere a quelle domande... cambi lavoro.

Purtroppo i grammatici non cambiano lavoro perché le persone sono ormai apatiche riguardo all'idea di padroneggiare la loro comunicazione e comprano le grammatiche ai figli che vanno a scuola solo perché e quando devono.

E quindi il grammatico può permettersi di scegliere arbitrariamente (e di solito inconsapevolmente) il tipo di pubblico a cui sta scrivendo.

Il grammatico sceglie sempre solo tra due possibili opzioni:
  • i bambini delle elementari
  • i suoi colleghi professori
Per qualche motivo sembra che nessun grammatico riesca a concepire altri tipi di pubblico, particolarmente un tipo di pubblico: una persona italiana, di cultura media, che voglia capire la grammatica.

Più o meno è così semplice come il fatto che un cuoco, quando scrive un libro di cucina, dovrebbe provare a indirizzarsi non solo ai bambini e agli altri cuochi, ma anche a qualcuno che vuole imparare a cucinare.

Mettiamo che tu voglia chiarire cos'è un articolo... tra l'altro dovresti, perché ci sono almeno 99 possiblità su 100 che la tua definizione sia scorretta (ma di questo parliamo sul terzo video di grammatica).

Prendi una grammatica "semplice" e trovi: l'articolo è la parte variabile del discorso che precede il nome, ci fa capire se il nome che segue è maschile o femminile, singolare o plurale.

Questa definizione è scorretta (e poi, diciamocelo, perché per definire articolo a un bambino di terza elementare devi per forza dirgli che è una parte variabile del discorso, mi viene il sospetto che tu lo voglia confondere).

Troverai la definizione corretta sul terzo video di grammatica.

Ora abbiamo visto come su una grammatica per bambini i dati sono del tutto incompleti, semplificati, inadeguati.

Vediamo una definizione completa di articolo, una definizione corretta, che descriva esattamente, precisamente e completamente l'articolo, il suo significato e le sue funzioni.

Cosa ne pensi di questa: l'articolo (dal latino articulus, da artus, "membro", "arto"; in greco árthron[1]) è un morfema con la funzione di determinante[2] di un sostantivo, nel senso che ne specifica alcune caratteristiche semantiche: l'articolo, infatti, esplicita l'opposizione pragmatica tra tema e rema (cioè tra ciò che è dato e ciò che è nuovo nel discorso) o tra classe e membro.

Questa definizione è corretta e quasi completa (credimi sulla parola!), ma quel fenomeno che ha scritto questa definizione, l'ha scritta per ricevere approvazione dai suoi colleghi fenomeni, non per spiegare cos'è l'articolo a qualcuno che sta imparando o raddrizzando o chiarendo la grammatica

Allo stesso modo, anche nella ricerca di un corso adeguato per imparare l'inglese, ti scontri con queste barriere:
  • chi scrive il corso si basa su teorie psico-pedagogiche che escludono la possibilità che un essere umano possa "capire" qualcosa e quindi cercano altre soluzioni (come ho detto in altri post)
  • chi scrive sceglie come pubblico i bambini e quindi il suo corso è troppo semplicifato e incompleto
  • chi scrive non sceglie come pubblico i bambini e quindi l'unica altra opzione che gli rimane è scegliere come pubblico gli altri professori di inglese e quindi scrive un corso che dimostri agli altri professori quanto lui è competente nella lingua inglese
Solo di recente, un team di ricercatori ha avuto il coraggio di creare un corso di inglese comprensibile, evitando la necessità di ricevere approvazione e mantenendo effettivamente la vision di far comprendere l'inglese e dare gli strumenti tali che chiunque possa impararlo.

Questo corso è stato reso disponibile solo di recente, dopo 3 anni di produzione video e ti consiglio vivamente di guardare alcune delle sue video lezioni sul sito:  https://ecdpertutti.mykajabi.com/a/484/85DDqLL8 

Se spiegate nel modo giusto, grammatica italiana e lingua inglese non sono difficili, puoi chiarirle in modo definitivo e senza la necessità di tornarci più e più volte, all'infinito, perché sembra che continuino a sfuggirti.


Segui i miei video di grammatica e diffondili (con i "like" i "commenti", le "condivisioni", gli "inviti a mettere mi piace sulla pagina facebook" o parlandone di persona e inviando mail.


Guarda le video-lezioni dimostrative sul link sopra e scoprirai che puoi farlo anche tu!

lunedì 15 febbraio 2016

Chi decide le regole della grammatica? (text version)

Benvenuto alla seconda lezione di grammatica italiana.

Come ho detto alla fine del primo video, oggi parleremo dei grammatici, gli studiosi che scrivono le grammatiche.

Quindi ecco il primo argomento della lezione: come fa un grammatico a scrivere una grammatica? Saperlo ti aiuterà a capire la grammatica stessa.

Per scrivere una grammatica, un grammatico deve analizzare un'enorme quantità di italiano parlato e scritto.

Dopo aver studiato questa grande mole di comunicazioni, cercherà di elaborare delle regole che descrivono il modo in cui gli italiani usano le parole.

Questo è il primo punto che voglio farti notare. Un grammatico non decide MAI come le parole vengono usate. Lui può solo DESCRIVERE come noi usiamo le parole.

Ovviamente, alle costruzioni usate dagli scrittori viene data più importanza delle costruzioni usate nella lingua parlata. Quindi un nuovo modo di usare le parole diventa regola solo dopo essere stato adottato dagli scrittori.

Rimane il fatto che siamo noi italiani a decidere come le parole vengono usate, non i grammatici.

Un esempio è "ma però": a scuola ti dicono che è un errore. L'Accademia della Crusca, che è la più antica accademia linguistica al mondo e la più prestigiosa istituzione linguistica italiana dice: "L'incontro delle due congiunzioni ma e però non è da condannare, a dispetto di quanto sostenuto da una certa tradizione grammaticale".

Come mai non è da condannare?

Usare ma e però assieme non è una ripetizione inutile perché tra queste due parole c'è una leggera differenza di significato (esempi simili e del tutto accettati sono ma tuttavia e ma bensì).

Non è da condannare soprattutto perché è presente in libri di autori prestigiosti come il Manzoni, il Tasso, l'Alfieri e in una grammatica dell'800 del Fornaciari (non Zucchero).

D'altro canto, molti italiani sostengono che ma però non si dice. La maggioranza attualmente lo considera un errore.

Ci sono due possibili esiti per questa battaglia: 1. grazie all'insistenza di chi ti corregge quando dici ma però, anche i ragazzi più indisciplinati si adegueranno, ma però diventerà troppo raro, nessuno scrittore lo userà più e diventerà definitivamente un errore; 2. nonostante l'insistenza sul farlo notare e correggerlo, molte persone continueranno ad usarlo, qualche giornalista famoso e poi qualche scrittore e poi molti scrittori inizieranno ad usarlo e alla fine diventerà la regola.

Vediamo chi sarà a spuntarla! Ma come che vada, questo ti fa capire che non è il grammatico a decidere ma l'uso comune, rafforzato dagli scrittori. Il grammatico deve limitarsi a descrivere le regole che noi stabiliamo.

Il grammatico elabora delle regole che descrivono (non che decidono) che descrivono il modo in cui le parole vengono usate e messe assieme tra loro.


Secondo argomento della lezione: come fa un grammatico a fare questa descrizione in modo ordinato, visto che in una lingua ci sono decine di migliaia di parole?

Il grammatico prende quelle decine di migliaia di parole e le suddivide in gruppi.

Quando osserva che alcune parole sembrano comportarsi allo stesso modo lui le mette assieme in un gruppo. Può poi elaborare delle regole che descrivono il comportamento delle parole di ogni singolo gruppo e avere così una struttura ordinata.

I gruppi in cui è suddiviso l'insieme di tutte le parole italiane, si chiamano "le parti del discorso".

Cosa sono le parti del discorso? 

Se prendi tutte le parole italiane e le dividi in gruppi, mettendo assieme le parole che si comportano in modo simile tra loro, ottieni le parti del discorso.

Vediamole ora una alla volta.

Quello che faremo sarà definire le parti del discorso, dando qualche esempio, ma senza andare troppo nei dettagli. 

Poi faremo un po' di esercizio.

Poi rifaremo tutte le parti del discorso, suddividendole ulteriormente, descirvendo il loro comportamento e facendo ancora esercizio.

E infine rivedremo tutte le parti del discorso, suddivise  e descritte completamente e faremo un sacco di esercizio per rendere la tua comprensione stabile e duratura.

Ti piace l'idea? Tutto in video! Guardi il video e impari senza la necessità di nessun'altra azione.


Iniziamo con il primo e più semplice gruppo di parole che stacchiamo dal totale delle parole italiane: questo gruppo è costituito dai nomi.

Un nome serve a dare il nome alle cose, alle persone e alle idee. Sembra un gioco di parole, ma non c'è modo migliore di definirlo: a cosa serve un nome? A dare il nome, potremmo dire che serve a indicare qualcosa, ma non voglio che ci confondiamo con altri tipi di parole e quindi diciamo semplicemente che serve a nominare qualcosa.

Esempi di nome sono Andrea, Susanna, casa, albero, trapano, amore e idea.

C'è altro da sapere sui nomi, ma non ce ne occupiamo adesso, ora facciamo solo la prima carrellata. 


Il secondo gruppo di parole che stacchiamo dall'insieme di tutte le parole italiane sono i pronomi.

Cos'è un pronome? Un pronome è una parola che si mette al posto di un nome ogni volta che la ripetizione del nome suonerebbe male.

Facciamo un esempio. La frase: "Marco ha preso le cose di Marco e ha trasferito Marco in un'altra città" non suona bene. Sostituisco Marco con dei pronomi e diventa: "Marco ha preso le sue cose e si è trasferito in un'altra città".

Questa seconda frase è sicuramente più estetica e scorrevole.

Quindi, saper usare i pronomi migliora la tua comunicazione? Certo, la rende più estetica, più bella. Le persone quindi l'ascolteranno più di buon grado, la loro attenzione e il loro interesse saranno maggiori e quindi ti capiranno meglio.

Il pronome fa, in tutto e per tutto, le veci del nome che sta sostituendo.

Se Mario guida la ruspa, quando non c'è Mario "LUI" guida la ruspa, "LUI" sostituisce Mario.

Sono pronomi: io, tu, lui, mio, tuo, suo, questo, quello e molti altri.

Anche per il pronome ci sono altre cose da dire ma le vedremo nel prossimo round.

Direi che per oggi può bastare.

Nella prossima puntata vedremo altre parti del discorso, modello base, in modo da iniziare a mettere un po' di ordine, prima di complicare le cose.

Per chi ha già ben chiare queste prime cose, non cresdiate nemmeno per un momento che le prossime lezioni non facciano per voi. Non vi azzardate le prossime 3 o 4 lezioni pensando che non vi servano.

Ti garantisco che in queste lezioni troverai dei chiarimenti che proprio non ti aspettavi.

Prima di chiudere ti ricordo che la pagina "Chiariamo l'inglese" e ora anche il blog "Chiariamo l'inglese" sono stati creati per pubblicare questi video di grammatica e per parlare di questo nuovo corso di inglese online che risolve le difficoltà degli italiani con la lingua straniera.

Queste due cose sono di importanza vitale e possono portare a un aumento delle opportunità per tutti.

L'obiettivo è quello di creare le condizioni per un più alto livello di conoscenza e competenza per chiunque.

Quindi parlane, condividi, commenta, fai conoscere questi strumenti.

domenica 14 febbraio 2016

Leggi fondamentali dell'insegnamento delle lingue



Molte persone vogliono sapere qual è o quali sono i migliori corsi di inglese online, quali siti danno più servizio, quali esercizi e quali video danno più risultati.

Prima di esaminare, sito per sito, quali siano le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi, è meglio sapere quali sono le leggi fondamentali su cui si basa tutta l'istruzione nelle scuole pubbliche, come in quelle private e nei siti online di insegnamento dell'inglese.

Nell'autorevole libro "Principi e tecniche dell'insegnamento della lingua" di Diane Larsen-Freeman e Martin Anderson, edito da Oxford, viene descritto il metodo Audiolinguale.

Il Metodo Audiolinguale è uno dei più usati per l'insegnamento dell'inglese in Italia.

Nel libro si dice: "Sono stati incorporati dei principi di psicologia comportamentale (Skinner 1957). Si è pensato che il metodo per acquisire gli schemi della lingua straniera da imparare, fosse attraverso il condizionamento (conditioning) - aiutare lo studente a rispondere correttamente a stimoli attraverso il modellaggio (shaping) e il rinforzo (reinforcement), in modo che lo studente possa superare le abitudini della sua lingua madre e formare le nuove abitudini richieste per parlare la lingua straniera in questione".

Voglio spiegare bene questi termini e concetti, perché essi sono alla base dell'insegnamento delle lingue in Italia.

Prendiamo la definizione da Wikipedia:

Il modellaggio consiste in un metodo graduale di avvicinamento progressivo e paziente ad un nuovo comportamento che il soggetto non riesce a mettere in atto in altre modalità. Nel momento in cui il soggetto emette una risposta corretta, seppur lontano dal comportamento meta prefissato, dovrebbe ricevere un rinforzatore, perché in questo modo aumenta la probabilità che risposte simili si presentino in futuro. Il modellaggio consiste proprio nel rinforzare quei comportamenti che, seppur lontani dal comportamento meta prefissato, si avvicinano progressivamente all'obiettivo finale.

Per chiarire meglio questo concetto diamo un'occhiata al video che documenta proprio gli esperimenti condotti dal professor Skinner e i risultati da lui ottenuti.


Negli anni '60, in un laboratorio americano, il Professor Burrhus Skinner era riuscito a insegnare a leggere a un colombo.

Il colombo osserva il cartello che appare in alto e svolge l'azione richiesta (peak-becca o turn-gira).




Il video spiega come il metodo del conditioning, attraverso shaping e reinforcement (il mangime), porta gradualmente il colombo dall'azione casuale fino all'eseguire certi specifici movimenti che, ora ha imparato, gli renderanno disponibile il mangime.

Per fare questo i colombi vengono mantenuti costantemente al 70% del loro normale peso, in modo che siano costantemente affamati.

In particolare il Professor Skinner descrive un particolare ritardo nel fornire il reinforcement (il mangime), che è il ritardo variabile. In questo caso il mangime non viene dato subito e ogni volta che il colombo esegue l'azione giusta o un'azione simile a quella giusta.

Questo è il principio - spiega il professore - su cui sono basate le slot machine e praticamente tutti i giochi d'azzardo. Ciò che rende i giocatori dei dipendenti patologici non è il sogno di diventare ricchi o una qualche mania di autodistruzione, ma il ritardo variabile con cui viene dato il premio.

In effetti tutti i giochi d'azzardo sono costruiti attorno a questo principio.

Tiriamo quindi le somme.

Cosa ha questo a che vedere con l'insegnamento dell'inglese?

Per insegnare l'inglese come seconda lingua, il problema è che si deve convincere uno studente ad abbandonare gli schemi comportamentali che sta seguendo e a cui è abituato (quelli della propria lingua) e portarlo ad adottare nuovi schemi di comportamento, che sono quelli della lingua che si sta cercando di insegnargli (come riporta il libro "Principi e tecniche dell'insegnamento della lingua" di cui sopra).

Siccome non è possibile ottenere che lo studente adotti questi nuovi schemi di comportamento si adotta il conditioning (come riporta Wikipedia).

Il conditioning è una pietra miliare della psicologia comportamentale, sviluppato a partire dagli anni '60, che grazie alle scoperte del Professor Skinner ha rivoluzionato l'istruzione moderna, compreso (ma non solo) l'insegnamento delle lingue.


Quali sono gli inconvenienti di questo approccio all'insegnamento delle lingue?

Primo e principale inconveniente è che non si menziona nemmeno un ingrediente fondamentale: la comprensione.

In altre parole il metodo non suppone che lo studente debba capire qualcosa, ma anzi è volto ad aggirare il problema e a riuscire a far sì che uno studente parli inglese senza aver dovuto capire la struttura dell'inglese.

Il vantaggio è che in questo modo si aggirano anche le lacune che gli italiani hanno sulla grammatica italiana.

Ma così facendo si rischia (e di fatto si ottiene, in base alle statistiche) che la maggior parte delle persone abbandonino lo studio dell'inglese, sopraffatte dall'insostenibile montagna di parti confuse in ciò che si sta cercando di imparare.

Questo tra l'altro spiega perché solo il 3% degli italiani sa l'inglese. Questo 3% è composto dalle persone che per necessità (emigri negli Stati Uniti e se non impari l'inglese non mangi) o per particolare inclinazione (ami le lingue e sei disposto a far fronte alle difficoltà) sono riusciti a mettere un po' di ordine da soli in questa confusione.

Un ulteriore svantaggio derivato dal primo è che non essendo necessaria la comprensione, non è necessario fornire i dati gradualmente, in quanto non è richiesto che vengano capiti.

Questo video di grammatica semplice inglese che trovi su youtube è un risultato diretto di questi principi di base di prisologia comportamentale.

Il video contiene una conversazione inglese che, nella giusta sequenza, sarebbe comprensibile solo a uno studente che abbia già studiato molta della grammatica inglese e che conoscesse già un buon vocabolario inglese. Eppure questo viene pubblicato come primo video di una grammatica semplice.

In modo simile, questo video che sponsorizza Babbel, dice che non è necessario, per esempio, conoscere la grammatica inglese perché non la conoscono nemmeno gli inglesi o non è necessario capire tutto quello che leggi o ascolti in inglese, visto che non capisci nemmeno tutto quello che ascolti o leggi in italiano.

Per tutto il periodo dell'Expo, in tutta Milano vi era esposto questo cartello, che documenta chiaramente il rischio che corriamo quando portiamo una persona a memorizzare l'inglese, tramite un procedimento di condizionamento che passa attraverso a comportamenti simili a quello meta desiderato, fino ad arrivare (non sempre) al corretto schema comportamentale.

La grammatica è difficile... se non sai a cosa serve (text version)

Banvenuto a questo corso di grammatica.

La meta di questa avventura è portare l'inglese in Italia.

Ma come forse avrai notato, gli italiani sono uno tra i popoli che ha più difficoltà a imparare l'inglese.

Non imparano l'inglese perché gli attuali corsi e sistemi per impararlo sono difficili. Non imparano l'inglese anche perché hanno grosse lacune in grammatica italiana.

La soluzione ovvia per le lacune in grammatica italiana sarebbe fare un corso di grammatica, o studiare una grammatica.

Gli attuali testi di grammatica presentano diverse trappole che rendono difficile o quasi impossibile questo chiarimento.

I motivi di questo sono:
  • I grammatici tendono a scrivere testi indirizzati ai loro colleghi grammatici, pieni di termini altisonanti e inutili, quindi le grammatiche veramente complete e corrette sono scritte in un modo che per la maggior parte delle persone li rende incomprensibili.
  • Quando i grammatici scrivono una grammatica per bambini, possono usare parole semplici senza venir ripresi dai loro colleghi, ma queste grammatiche, essendo per bambini, non sono complete.
  • Non esiste quindi un testo che, in modo semplice, spieghi TUTTA la grammatica necessaria per una buona comunicazione, un testo che presenti tutte le parti nella giusta sequenza, un testo che metta in relazione le regole grammaticali con il vero scopo della gramatica.
Tenterò dunque di darti uno strumento che ti permetta di chiarire la grammatica, in tutte le sue parti. Lo farò con dei video in modo da rendere la cosa più leggera e facile da affrontare.

Non aspettarti dei video di alta qualità, aspettati però che i video si capiscano e che facciano capire la grammatica. E se non è così, non esitare a dirmelo in modo che io possa correggerli.

Tutto quello che ti chiedo è passare parola il più possibile, su facebook, su twitter, sia online che offline, in modo da far sapere di questi video a tutti.

Bene! Lesson One! La grammatica è difficile... solo se non sai a cosa serve!


Torniamo indietro nel tempo a quando tu andavi alle elementari,

Ti hanno detto che la grammatica era una serie di regole che dovevi sapere.

Non ti hanno detto perché.


Ma se le sapevi, prendevi un bel voto e se non le sapevi prendevi un brutto voto e quindi hai capito che lo scopo della grammatica era prendere un bel voto.

La tua definizione di grammatica è diventata: quella serie noiosa di regole che nella vita non servono a niente, ma che quando facevo le elementari e le medie dovevo sapere se volevo prendere un bel voto.

Diciamo la verità, a te non interessa sapere che "Stefania" e "Luca" sono nomi propri, oppure che "pecora" e "capra" sono nomi comuni. Perché queste informazioni non ti cambiano la vita, non ti fanno guadagnare di più, non migliorano le tue relazioni sociali.


Ma ascoltami bene ora, se non conosci la grammatica, sprechi la migliore arma che tu possa avere, la comunicazione. La tua migliore arma va sprecata perché non hai mira.

Se le tue buone idee sono le tue frecce o le tue munizioni, la grammatica è come la mira!

E tu sprechi le tue migliori idee perché non riesci a comunicarle in modo completo e preciso.


Ci sono volte in cui devi riuscire a comunicare con piena chiarezza le tue idee, perché stai cercando di vendere, oppure perché devi ottenere accordo su una meta.

Ci sono volte in cui hai veramente bisogno di esprimere in modo preciso e completo i tuoi sentimenti.

Quindi a cosa serve la grammatica? A migliorare la qualità della tua comunicazione.

E cosa intendo con la qualità della comunicazione? Intendo il livello di precisione con cui le parole esprimono quello che hai in mente.

Questo è lo scopo fondamentale. Questa è l'unica cosa importante. Questo è l'unico punto di vista con cui studiare la grammatica.

Ogni regola o dato che apprendi, lo capisci solo se ti aiuta a rendere più precise e più efficaci le tue comunicazioni.


E con precise non si intende formalmente giuste, senza errori, qui proprio non stiamo parlando di errori, di giusto o di sbagliato.

Stiamo parlando di quanto le parole che usi corrispondono esattamente a quello che hai in mente e che vuoi comunicare. E quanto quello che capisci, corrisponde a quello che aveva in mente e cosa voleva comunicare quancun altro a te.

Voglio farti diversi esempi perché è importante che tu capisca questo punto prima di studiare la grammatica, altrimenti non ne trarrai nessun beneficio, non ti piacerà e l'abbandonerai.


Prendiamo per esempio Tarzan. Lui dice a Jane: "Tarzan andare casa, Jane cosa fare?".

Oh! Ci sono errori grammaticali!!! Beh, questo non ci interessa! Ripeto: questo non ci interessa.

Quello che ci interessa è che Tarzan, in realtà... beh, parlando con lui abbiamo scoperto che quando ha detto quella frase, lui era indeciso sul fatto di andare a casa e voleva il parere di Jane. Ma siccome non conosce bene i verbi, non usa le forme giuste.

Riproviamo.

Se lui avesse detto: "Tarzan andrebbe a casa...", oppure, ancora meglio "Io andrei a casa, tu cosa vuoi fare?", questo corrisponderebbe esattamente a cosa pensa.

In questo esempio Tarzan sa il significato della parola "Tarzan", sa cosa vuol dire "andare" e sa cosa vuol dire "casa". Conosce tutte le parole. Quello che non conosce è la grammatica.

Se vai su un dizionario e cerchi la parola "andare", non trovi scritto che se sei incerto, oppure vuoi essere cortese, usi "andrei", queste informazioni le trovi solo sulla grammatica.


Inoltre, possiamo forse dire che non si capisce niente? Non possiamo, perché qualcosa si capisce. Ma capire vagamente e capire con precisione, sono due livelli di qualità differenti.

Tarzan comunica in qualche modo, ma ha delle grosse lacune in grammatica e quindi fa fatica a esprimere a parole, con precisione, quello che pensa. Questo è lo scopo della grammatica.

Non sto dicendo che se non conosci la grammatica sei tagliato fuori dal mondo.

Ma se vuoi che la tua comunicazione sia di alta qualità, devi conoscere la grammatica.

E tornando all'esempio, tu sai benissimo che nella frase "Tarzan andare casa, Jane cosa fare?" ci sono errori. Come mai? Ti sei forse fermato a pensare a quali regole sono state violate? No. Lo sai semplicemente perché ti suona male! E perché ti suona male? Perché non concorda con la media delle frasi che senti usare attorno a te.

Hai ascoltato e letto milioni di conversazioni e frasi, sai già come non fare errori, basta adeguarsi alla media concordata. La grammatica non serve a quello.

Serve per riuscire a esprimere perfettamente qualsiasi idea tu abbia, in modo che altri la possano veramente capire. Chiaro??!!


La stessa cosa vale quando leggi o ascolti.

Stai studiando un corso di cucina. Chi lo ha scritto aveva capito molte cose sul cucinare. Lui sa esattamente come si fa nel modo giusto e ora te lo vuole comunicare attraverso le parole di un corso o di un libro.

Penso che ti piacerebbe arrivare ad avere la stessa conoscenza, non solo una parte, non una cosa confusa, ma arrivare proprio a sapere la stessa esatta conoscenza, completa e precisa.

Arrivare ad avere in mente la stessa conoscenza che ha lui.

Questo è lo scopo della grammatica. Questo è l'unico scopo della grammatica. Questo è l'unico scopo di qualsiasi parte della grammatica.

E non potrai mai ottenere questo risultato senza la grammatica (a meno che tu non sappia usare la telepatia).

Senza grammatica non sarai mai in grado di capire esattamente ciò che le persone ti vogliono dire. Potrai capirlo solo in parte. Potrai capire il 20%, anche l'80%, ma mai il 100%.

Tu non hai idea di quanta parte della tua conoscenza va perduta ogni giorno per questo unico motivo.

Quello che imparerai nei prossimi video ha solo questo scopo e, ripeto, non centra niente ne con gli errori e la bella forma, ne con le regole che imparavi a memoria alle elementari per prendere un bel voto.

E con lo scopo giusto, la grammatica diventa semplice; è difficile solo se non sai a cosa serve.

OK, per questa prima lezione penso che basti.

Nel prossimo video inizieremo a parlare di quelle brutte cose chiamate parti del discorso, ma lo faremo in un modo particolare.

Ti sei mai chiesto come fa un grammatico, uno studioso, un professore a scrivere una grammatica?

Ti sei mai chiesto chi ha deciso le regole della grammatica?

Lo scoprirai nel prossimo video.

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