lunedì 15 febbraio 2016

Chi decide le regole della grammatica? (text version)

Benvenuto alla seconda lezione di grammatica italiana.

Come ho detto alla fine del primo video, oggi parleremo dei grammatici, gli studiosi che scrivono le grammatiche.

Quindi ecco il primo argomento della lezione: come fa un grammatico a scrivere una grammatica? Saperlo ti aiuterà a capire la grammatica stessa.

Per scrivere una grammatica, un grammatico deve analizzare un'enorme quantità di italiano parlato e scritto.

Dopo aver studiato questa grande mole di comunicazioni, cercherà di elaborare delle regole che descrivono il modo in cui gli italiani usano le parole.

Questo è il primo punto che voglio farti notare. Un grammatico non decide MAI come le parole vengono usate. Lui può solo DESCRIVERE come noi usiamo le parole.

Ovviamente, alle costruzioni usate dagli scrittori viene data più importanza delle costruzioni usate nella lingua parlata. Quindi un nuovo modo di usare le parole diventa regola solo dopo essere stato adottato dagli scrittori.

Rimane il fatto che siamo noi italiani a decidere come le parole vengono usate, non i grammatici.

Un esempio è "ma però": a scuola ti dicono che è un errore. L'Accademia della Crusca, che è la più antica accademia linguistica al mondo e la più prestigiosa istituzione linguistica italiana dice: "L'incontro delle due congiunzioni ma e però non è da condannare, a dispetto di quanto sostenuto da una certa tradizione grammaticale".

Come mai non è da condannare?

Usare ma e però assieme non è una ripetizione inutile perché tra queste due parole c'è una leggera differenza di significato (esempi simili e del tutto accettati sono ma tuttavia e ma bensì).

Non è da condannare soprattutto perché è presente in libri di autori prestigiosti come il Manzoni, il Tasso, l'Alfieri e in una grammatica dell'800 del Fornaciari (non Zucchero).

D'altro canto, molti italiani sostengono che ma però non si dice. La maggioranza attualmente lo considera un errore.

Ci sono due possibili esiti per questa battaglia: 1. grazie all'insistenza di chi ti corregge quando dici ma però, anche i ragazzi più indisciplinati si adegueranno, ma però diventerà troppo raro, nessuno scrittore lo userà più e diventerà definitivamente un errore; 2. nonostante l'insistenza sul farlo notare e correggerlo, molte persone continueranno ad usarlo, qualche giornalista famoso e poi qualche scrittore e poi molti scrittori inizieranno ad usarlo e alla fine diventerà la regola.

Vediamo chi sarà a spuntarla! Ma come che vada, questo ti fa capire che non è il grammatico a decidere ma l'uso comune, rafforzato dagli scrittori. Il grammatico deve limitarsi a descrivere le regole che noi stabiliamo.

Il grammatico elabora delle regole che descrivono (non che decidono) che descrivono il modo in cui le parole vengono usate e messe assieme tra loro.


Secondo argomento della lezione: come fa un grammatico a fare questa descrizione in modo ordinato, visto che in una lingua ci sono decine di migliaia di parole?

Il grammatico prende quelle decine di migliaia di parole e le suddivide in gruppi.

Quando osserva che alcune parole sembrano comportarsi allo stesso modo lui le mette assieme in un gruppo. Può poi elaborare delle regole che descrivono il comportamento delle parole di ogni singolo gruppo e avere così una struttura ordinata.

I gruppi in cui è suddiviso l'insieme di tutte le parole italiane, si chiamano "le parti del discorso".

Cosa sono le parti del discorso? 

Se prendi tutte le parole italiane e le dividi in gruppi, mettendo assieme le parole che si comportano in modo simile tra loro, ottieni le parti del discorso.

Vediamole ora una alla volta.

Quello che faremo sarà definire le parti del discorso, dando qualche esempio, ma senza andare troppo nei dettagli. 

Poi faremo un po' di esercizio.

Poi rifaremo tutte le parti del discorso, suddividendole ulteriormente, descirvendo il loro comportamento e facendo ancora esercizio.

E infine rivedremo tutte le parti del discorso, suddivise  e descritte completamente e faremo un sacco di esercizio per rendere la tua comprensione stabile e duratura.

Ti piace l'idea? Tutto in video! Guardi il video e impari senza la necessità di nessun'altra azione.


Iniziamo con il primo e più semplice gruppo di parole che stacchiamo dal totale delle parole italiane: questo gruppo è costituito dai nomi.

Un nome serve a dare il nome alle cose, alle persone e alle idee. Sembra un gioco di parole, ma non c'è modo migliore di definirlo: a cosa serve un nome? A dare il nome, potremmo dire che serve a indicare qualcosa, ma non voglio che ci confondiamo con altri tipi di parole e quindi diciamo semplicemente che serve a nominare qualcosa.

Esempi di nome sono Andrea, Susanna, casa, albero, trapano, amore e idea.

C'è altro da sapere sui nomi, ma non ce ne occupiamo adesso, ora facciamo solo la prima carrellata. 


Il secondo gruppo di parole che stacchiamo dall'insieme di tutte le parole italiane sono i pronomi.

Cos'è un pronome? Un pronome è una parola che si mette al posto di un nome ogni volta che la ripetizione del nome suonerebbe male.

Facciamo un esempio. La frase: "Marco ha preso le cose di Marco e ha trasferito Marco in un'altra città" non suona bene. Sostituisco Marco con dei pronomi e diventa: "Marco ha preso le sue cose e si è trasferito in un'altra città".

Questa seconda frase è sicuramente più estetica e scorrevole.

Quindi, saper usare i pronomi migliora la tua comunicazione? Certo, la rende più estetica, più bella. Le persone quindi l'ascolteranno più di buon grado, la loro attenzione e il loro interesse saranno maggiori e quindi ti capiranno meglio.

Il pronome fa, in tutto e per tutto, le veci del nome che sta sostituendo.

Se Mario guida la ruspa, quando non c'è Mario "LUI" guida la ruspa, "LUI" sostituisce Mario.

Sono pronomi: io, tu, lui, mio, tuo, suo, questo, quello e molti altri.

Anche per il pronome ci sono altre cose da dire ma le vedremo nel prossimo round.

Direi che per oggi può bastare.

Nella prossima puntata vedremo altre parti del discorso, modello base, in modo da iniziare a mettere un po' di ordine, prima di complicare le cose.

Per chi ha già ben chiare queste prime cose, non cresdiate nemmeno per un momento che le prossime lezioni non facciano per voi. Non vi azzardate le prossime 3 o 4 lezioni pensando che non vi servano.

Ti garantisco che in queste lezioni troverai dei chiarimenti che proprio non ti aspettavi.

Prima di chiudere ti ricordo che la pagina "Chiariamo l'inglese" e ora anche il blog "Chiariamo l'inglese" sono stati creati per pubblicare questi video di grammatica e per parlare di questo nuovo corso di inglese online che risolve le difficoltà degli italiani con la lingua straniera.

Queste due cose sono di importanza vitale e possono portare a un aumento delle opportunità per tutti.

L'obiettivo è quello di creare le condizioni per un più alto livello di conoscenza e competenza per chiunque.

Quindi parlane, condividi, commenta, fai conoscere questi strumenti.

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