Procediamo dunque con un minimo di filo logico.
Stabilito il motivo di un blog ed un canale YouTube dal nome "Chiariamo l'inglese" che consiste quasi completamente di grammatica italiana...
stabilito il motivo per il quale creare un intero nuovo corso di grammatica invece di utilizzarne uno esistente...
ho iniziato il corso di grammatica con un video che non parla di regole, fonetica o altro, ma definisce lo scopo della grammatica.
Questo è il primo evidente esempio della differenza tra un corso che cerchi di "programmare" un elaboratore elettronico e un corso che si prefigge di istruire un essere umano.
E se alcune tecniche di insegnamento non sono proprio al livello più infimo (cioè semplici tentativi di programmazione) ma sono caratterizzate da una maggiore sensibilità (quelle tecniche simili all'ammaestramento di animali), ancora siamo lontani da ciò che si addice a un essere umano.
E già, per far sì che un essere umano impari veramente qualcosa, che possa poi utilizzare in base alla propria determinazione, dubbiamo conquistare il suo interesse.
In questo, un bambino non è diverso da un adulto. Anzi, probabilmente un adulto è così abituato a vedersi imporre dei dati e delle regole che non ci fa più caso. Un bambino non si è ancora arreso ed è ancora disposto a combattere per essere lui il re del proprio spazio.
Ma che sia un bambino che protesta se gli imponi qualcosa o che sia un adulto che non protesta più e accetta l'imposizione, non pensare nemmeno per un momento che lui imparerà mai qualcosa che gli viene imposto.
Semplicemente non funziona così. Imporre un dato per farlo "imparare" è tempo sprecato.
Allora vediamo di utilizzare un approccio un po' più umano, vediamo di insegnare mantenendo un alto livello di considerazione per la dignità dell'essere umano.
Se partiamo da questo punto di vista dobbiamo per forza iniziare l'insegnamento della nostra materia (in questo caso la grammatica) da un qualche tipo di discorso di vendita, quello che una volta si chiamava "imbonimento", termine che ora ha assunto una connotazione troppo negativa.
Ho cercato quindi, con il primo video, di fornire ad uno studente delle motivazioni sufficientemente valide da decidere, lui stesso, di imparare questo codice concordato, che è la lingua italiana.
Ho cercato di esporre i veri motivi per cui la grammatica è indispensabile nella comunicazione e nella vita stessa.
Ho fatto questo perché so che uno studente motivato da uno scopo e che si rende conto che tra quello che studia e la sua vita e il suo successo vi è una stretta relazione, è uno studente effettivo.
So che uno studente che deve imparare delle nozioni solo perché altri hanno detto che le deve imparare, non è uno studente.
Vedi le implicazioni di aver a che fare con un essere umano? Hai a che fare con una persona che vuole, oppure non vuole; capisce oppure non capisce; si rende conto oppure non si rende conto dell'importanza di un dato.
Di sicuro, agli occhi di una persona pigra, è più semplice tentare di programmarlo! Ma cari miei, non funziona!
Quindi ecco perché qualsiasi corso di grammatica dovrebbe iniziare con qualcosa che ne faccia ben capire lo scopo e l'importanza; scopo e importanza dal punto di vista dello studente, non dal punto di vista del professore; lo studente non imparerà perché la cosa è importante per l'insegnante, lo studente impara se la cosa è importante per lui.
E per quanto io abbia cercato di dare il meglio nel primo video, so per certo che se alla fine di quel video una persona non è arrivata alla personale conclusione che è importante (molto vantaggioso) per lui imparare la grammatica, beh, quello studente non imparerà niente dal corso, ammesso che lo continui.
Guarda ancora il primo video, ragionaci sopra e prendi la tua personale decisione in merito. Non studiare perché è importante per me, decidi effettivamente quanto è importante per te conoscere questi dati e, se prendi un'effettiva decisione a riguardo, se decidi che è importante (e per quale motivo lo è), hai fatto un grosso passo avanti sulla comprensione della grammatica.
E se invece decidi che per te non è importante, non fare il corso.
mercoledì 6 aprile 2016
martedì 5 aprile 2016
Perchè un altro corso di grammatica?
Questo è, in sequenza, il secondo post che dovrebbe essere letto.
Cercherò di mettere i post in modo che si capisca la sequenza.
Ma per ora occupiamoci del secondo ovvio argomento: abbiamo capito che per imparare l'inglese si deve prima imparare l'italiano.
Ora, perché è necessario un altro corso di grammatica visto che ce ne sono già centinaia?
Perché mai dovrebbe questo essere diverso e migliore?
Guarda, a me piacerebbe molto che ci fosse già un corso di grammatica fatto bene, funzionale, logico, nella corretta sequenza, comprensibile, interessante, fattibile ed efficace.
Mi piacerebbe molto perché mi eviterebbe la fatica di doverne fare uno (che a spanne significa almeno 500 ore di lavoro).
Ma purtroppo non c'è!
E allora tu ti chiederai (o mi chiederai): come mai, in un panorama di migliaia o addirittura decine di migliaia di fenomeni, professori, studiosi ed esperti, non ce n'è stato UNO in grado di fare questo?
Beh, pare proprio che sia così, purtroppo. E ci sono delle ragioni per questo.
In un altro post (molto lungo e noioso) ti racconterò di come tutto questo è cominciato e di come personaggi come Paolo Sarpi, il Cardinale Contarini, un certo Fulgenzio Micanzio e altri loschi figuri, tutti personaggi di spicco della Serenissima Repubblica di Venezia tra il 1200 e il 1600, abbiano posto le basi di un cancro che da lì in poi ha devastato e sta continuando a devastare la cultura, la filosofia e l'istruzione (di conseguenza la società intera), in occidente e poi nel resto del mondo.
Ma per ora riassumo tutta la storia in poche parole: tutte le scienze umanistiche attuali partono da un presupposto scorretto, cioè che l'essere umano non è capace di comprensione.
So che quello che ho appena detto è inquietante, so che è un boccone amaro da mandare giù, ma purtroppo le cose stanno così.
Per i luminari attuali l'uomo non è capace di ragione creativa, quindi non è capace di comprensione.
Hai presente la cosa più bella che distingue un uomo da un animale e tanto più da un sasso? Hai presente la capacità di sognare, creare, stabilire delle mete e lavorare per raggiungerle? Hai presente la morale?
Ecco, scordati tutte queste belle cose, perché non esistono. Tu sei come un computer e l'istruzione è completamente basata ormai su un sistema che è perfettamente paragonabile alla programmazione di un computer.
Penso che questo ti faccia accapponare la pelle, ma ti ripeto, purtroppo è così. E siccome tutti i maestri di scuola e gli insegnanti fanno dei corsi in cui gli dicono che è così, siccome le attuali autorità in materia dicono che è così, tutto il sistema scolastico va in quella direzione.
Pensa alle implicazioni di questo. Lo stato non si prende mai la briga di farti un corso di guida veloce o un corso che ti spieghi tutti i possibili rischi di guidare in stato di ebrezza. Lo stato ti toglie i punti dalla patente se fai incidenti e te li rimette se fai il bravo. Vedi come sostituisce l'istruzione e la comprensione con la programmazione?
Vengono forse organizzati corsi per insegnare economia familiare, in modo che le persone imparino a gestire le finanze in modo sensato e siano in grado di pagare tasse e bollette?
Certo che no, viene utilizzato un altro metodo di insegnamento, che consiste nel farti pagare una mora e gli interessi se non paghi le tasse e le bollette in tempo.
Si tratta di insegnare un comportamento tramite premi e penalità.
E a scuola non è diverso, i moderni metodi di insegnamento delle lingue sono metodi che cercano di prendere lo studente e far sì che impari le frasi inglesi come fossero schemi di comportamento, semplici azioni in sequenza, esattamente come si programma un computer.
L'obiettivo è lo stesso di quando io da piccolo cercavo di programmare in Basic sul Commodore 64, con i comandi "IF" e "THEN".
Programmi un computer inserendo semplicemente una sequenza precisa di azioni che dovrà fare quando riceve un certo messaggio in entrata. Con il computer si fa così perché ovviamente un computer non capisce niente, non ha mai capito niente e non capirà mai niente.
Per capire qualcosa è necessario un essere umano. La logica viva di un essere umano e la logica di un computer sono completamente diverse tra loro.
Un computer è solo una serie di circuiti, è come una sequenza molto complicata di domino. Un po' come i sistemi di Willy il coyote per prendere Bip Bip, dove il sasso cadendo aziona il razzo, che va a colpire un bersaglio e toglie il tappo da un grosso recipiente di acqua, allora l'acqua cadendo porta via la sabbia che tiene fermo un altro sasso che comincia a rotolare giù per la collina e dovrebbe abbattere Bip Bip che si è fermato a beccare il mangime (ma che invece prende Willy e lo fa precipitare nel canyon).
Un computer "ragiona" così, ovvero non ragiona. Un computer, per funzionare, ha bisogno che qualcuno gli inserisca l'intera sequenza di ciò che deve fare. Ecco cosa fa il programmatore.
Un essere umano non funziona così. Un essere umano è in grado di ragionare, di comprendere, di prendere decisioni e di agire, in base a stimoli ma anche senza bisogno di stimoli.
In altre parole, un essere umano può fermarsi col rosso e passare con il verde, ma può anche decidere di fare il contrario.
A un essere umano (abbastanza sano di mente) puoi spiegare le implicazioni e le conseguenze di passare con il rosso e, tramite la ragione persuasiva e la sua comprensione, ottenere da lui la decisioene di adeguarsi a questa regola.
A un computer non puoi insegnare niente. Puoi solo programmarlo. Il programma dice che se c'è il verde si passa e se c'è il rosso non si passa. Il computer esegue, sempre, ciò che è stato programmato. Non ha capito perché. Non ha capito niente. Gli è stata semplicemente inserita una sequenza di azioni e il computer le esegue.
Bene, che tu ci creda o no, le autorità in fatto di istruzione attualmente (da qualche decennio) gestiscono la scuola basandosi su queste teorie strampalate, cioè che gli studenti non sono in grado di capire niente e che quindi, come fossero macchine, vanno programmati in modo che eseguano delle sequenze di azioni giuste.
L'insegnamento dell'inglese è fatto così e le sequenze di azioni da programmare e eseguire sono le frasi inglesi. Stessa cosa vale per l'italiano.
E quindi, in definitiva, perché derivi da un professore o perché sia fatto da qualcuno che comunque ha subito l'influsso della scuola, qualsiasi corso di grammatica è strutturato come se servisse a programmarti il cervello a parlare correttamente o a ripetere le regole di grammatica richieste durante un'interrogazione.
Ma siccome tu non sei un computer, questo approccio non funziona.
E d'altro canto non potrà mai funzionare. Prova ne è che non esiste computer al mondo in grado di fare una traduzione corretta dall'italiano all'inglese.
Ci hai mai pensato? Gli attuali computer non sono in grado di fare traduzioni complete e corrette. Come mai?
Forse un essere umano ha qualcosa che i computer non hanno? Forse quel qualcosa è necessario per imparare le lingue? Allora, sempre forse, se i computer non sono in grado di fare le traduzioni e di imparare le lingue, insegnare le lingue a uno studente con il metodo della programmazione non può funzionare! Ma va?
E imparare l'italiano con quel metodo non da risultati! E insegnare la grammatica utilizzando gli stessi principi non funziona.
Ecco il punto. Purtroppo TUTTE le grammatiche sono basate su tale principio scorretto.
E quindi mi tocca sgobbare di notte e nei week end per fare un corso di grammatica che si rivolga agli esseri umani.
Cercherò di mettere i post in modo che si capisca la sequenza.
Ma per ora occupiamoci del secondo ovvio argomento: abbiamo capito che per imparare l'inglese si deve prima imparare l'italiano.
Ora, perché è necessario un altro corso di grammatica visto che ce ne sono già centinaia?
Perché mai dovrebbe questo essere diverso e migliore?
Guarda, a me piacerebbe molto che ci fosse già un corso di grammatica fatto bene, funzionale, logico, nella corretta sequenza, comprensibile, interessante, fattibile ed efficace.
Mi piacerebbe molto perché mi eviterebbe la fatica di doverne fare uno (che a spanne significa almeno 500 ore di lavoro).
Ma purtroppo non c'è!
E allora tu ti chiederai (o mi chiederai): come mai, in un panorama di migliaia o addirittura decine di migliaia di fenomeni, professori, studiosi ed esperti, non ce n'è stato UNO in grado di fare questo?
Beh, pare proprio che sia così, purtroppo. E ci sono delle ragioni per questo.
In un altro post (molto lungo e noioso) ti racconterò di come tutto questo è cominciato e di come personaggi come Paolo Sarpi, il Cardinale Contarini, un certo Fulgenzio Micanzio e altri loschi figuri, tutti personaggi di spicco della Serenissima Repubblica di Venezia tra il 1200 e il 1600, abbiano posto le basi di un cancro che da lì in poi ha devastato e sta continuando a devastare la cultura, la filosofia e l'istruzione (di conseguenza la società intera), in occidente e poi nel resto del mondo.
Ma per ora riassumo tutta la storia in poche parole: tutte le scienze umanistiche attuali partono da un presupposto scorretto, cioè che l'essere umano non è capace di comprensione.
So che quello che ho appena detto è inquietante, so che è un boccone amaro da mandare giù, ma purtroppo le cose stanno così.
Per i luminari attuali l'uomo non è capace di ragione creativa, quindi non è capace di comprensione.
Hai presente la cosa più bella che distingue un uomo da un animale e tanto più da un sasso? Hai presente la capacità di sognare, creare, stabilire delle mete e lavorare per raggiungerle? Hai presente la morale?
Ecco, scordati tutte queste belle cose, perché non esistono. Tu sei come un computer e l'istruzione è completamente basata ormai su un sistema che è perfettamente paragonabile alla programmazione di un computer.
Penso che questo ti faccia accapponare la pelle, ma ti ripeto, purtroppo è così. E siccome tutti i maestri di scuola e gli insegnanti fanno dei corsi in cui gli dicono che è così, siccome le attuali autorità in materia dicono che è così, tutto il sistema scolastico va in quella direzione.
Pensa alle implicazioni di questo. Lo stato non si prende mai la briga di farti un corso di guida veloce o un corso che ti spieghi tutti i possibili rischi di guidare in stato di ebrezza. Lo stato ti toglie i punti dalla patente se fai incidenti e te li rimette se fai il bravo. Vedi come sostituisce l'istruzione e la comprensione con la programmazione?
Vengono forse organizzati corsi per insegnare economia familiare, in modo che le persone imparino a gestire le finanze in modo sensato e siano in grado di pagare tasse e bollette?
Certo che no, viene utilizzato un altro metodo di insegnamento, che consiste nel farti pagare una mora e gli interessi se non paghi le tasse e le bollette in tempo.
Si tratta di insegnare un comportamento tramite premi e penalità.
E a scuola non è diverso, i moderni metodi di insegnamento delle lingue sono metodi che cercano di prendere lo studente e far sì che impari le frasi inglesi come fossero schemi di comportamento, semplici azioni in sequenza, esattamente come si programma un computer.
L'obiettivo è lo stesso di quando io da piccolo cercavo di programmare in Basic sul Commodore 64, con i comandi "IF" e "THEN".
Programmi un computer inserendo semplicemente una sequenza precisa di azioni che dovrà fare quando riceve un certo messaggio in entrata. Con il computer si fa così perché ovviamente un computer non capisce niente, non ha mai capito niente e non capirà mai niente.
Per capire qualcosa è necessario un essere umano. La logica viva di un essere umano e la logica di un computer sono completamente diverse tra loro.
Un computer è solo una serie di circuiti, è come una sequenza molto complicata di domino. Un po' come i sistemi di Willy il coyote per prendere Bip Bip, dove il sasso cadendo aziona il razzo, che va a colpire un bersaglio e toglie il tappo da un grosso recipiente di acqua, allora l'acqua cadendo porta via la sabbia che tiene fermo un altro sasso che comincia a rotolare giù per la collina e dovrebbe abbattere Bip Bip che si è fermato a beccare il mangime (ma che invece prende Willy e lo fa precipitare nel canyon).
Un computer "ragiona" così, ovvero non ragiona. Un computer, per funzionare, ha bisogno che qualcuno gli inserisca l'intera sequenza di ciò che deve fare. Ecco cosa fa il programmatore.
Un essere umano non funziona così. Un essere umano è in grado di ragionare, di comprendere, di prendere decisioni e di agire, in base a stimoli ma anche senza bisogno di stimoli.
In altre parole, un essere umano può fermarsi col rosso e passare con il verde, ma può anche decidere di fare il contrario.
A un essere umano (abbastanza sano di mente) puoi spiegare le implicazioni e le conseguenze di passare con il rosso e, tramite la ragione persuasiva e la sua comprensione, ottenere da lui la decisioene di adeguarsi a questa regola.
A un computer non puoi insegnare niente. Puoi solo programmarlo. Il programma dice che se c'è il verde si passa e se c'è il rosso non si passa. Il computer esegue, sempre, ciò che è stato programmato. Non ha capito perché. Non ha capito niente. Gli è stata semplicemente inserita una sequenza di azioni e il computer le esegue.
Bene, che tu ci creda o no, le autorità in fatto di istruzione attualmente (da qualche decennio) gestiscono la scuola basandosi su queste teorie strampalate, cioè che gli studenti non sono in grado di capire niente e che quindi, come fossero macchine, vanno programmati in modo che eseguano delle sequenze di azioni giuste.
L'insegnamento dell'inglese è fatto così e le sequenze di azioni da programmare e eseguire sono le frasi inglesi. Stessa cosa vale per l'italiano.
E quindi, in definitiva, perché derivi da un professore o perché sia fatto da qualcuno che comunque ha subito l'influsso della scuola, qualsiasi corso di grammatica è strutturato come se servisse a programmarti il cervello a parlare correttamente o a ripetere le regole di grammatica richieste durante un'interrogazione.
Ma siccome tu non sei un computer, questo approccio non funziona.
E d'altro canto non potrà mai funzionare. Prova ne è che non esiste computer al mondo in grado di fare una traduzione corretta dall'italiano all'inglese.
Ci hai mai pensato? Gli attuali computer non sono in grado di fare traduzioni complete e corrette. Come mai?
Forse un essere umano ha qualcosa che i computer non hanno? Forse quel qualcosa è necessario per imparare le lingue? Allora, sempre forse, se i computer non sono in grado di fare le traduzioni e di imparare le lingue, insegnare le lingue a uno studente con il metodo della programmazione non può funzionare! Ma va?
E imparare l'italiano con quel metodo non da risultati! E insegnare la grammatica utilizzando gli stessi principi non funziona.
Ecco il punto. Purtroppo TUTTE le grammatiche sono basate su tale principio scorretto.
E quindi mi tocca sgobbare di notte e nei week end per fare un corso di grammatica che si rivolga agli esseri umani.
Post di Benvenuto. Perché Chiariamo l'inglese?
Benvenuto in questo blog!
Mi correggono sempre perché faccio post troppo lunghi, quindi cercherò di andare subito al sodo, almeno qui.
Perché questo blog, dal titolo Chiariamo l'inglese e un canale youtube con lo stesso titolo, mentre si parla quasi esclusivamente di grammatica italiana?
Mi correggono sempre perché faccio post troppo lunghi, quindi cercherò di andare subito al sodo, almeno qui.
Perché questo blog, dal titolo Chiariamo l'inglese e un canale youtube con lo stesso titolo, mentre si parla quasi esclusivamente di grammatica italiana?
È presto detto.
Andiamo ai fatti nudi e crudi.
Solo il 3% degli italiani conosce l'inglese ad un livello adeguato.
Sembra proprio che per gli italiani sia particolarmente difficile imparare l'inglese, oppure sembra che l'insegnamento dell'inglese in Italia sia particolarmente scadente.
Io propendo più per la prima ipotesi piuttosto che per la seconda.
Anche se sicuramente l'istruzione in Italia ha varie pecche e anche se ci sono diversi fattori che contribuiscono alla difficoltà di imparare l'inglese per gli italiani, c'è nondimeno un fattore che più di ogni altro ne è la causa principale.
Secondo un rapporto dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) il 47% degli italiani è analfabeta funzionale.
Cosa si intende con analfabeta funzionale? Si intende forse che non sa leggere?
No. Si intende una persona che apparentemente sa leggere, una persona che se viene messa a leggere, riesce anche a farlo, ma in realtà capisce ben poco di quello che legge.
Analfabeta funzionale è una persona che su facebook guarda i video e le foto, se è in giornata buona legge anche quelle 10-15 parole che sono scritte su una foto, ma non va oltre.
Analfabeta funzionale è una persona che non è in grado di apprendere da un testo, quando quel testo diventa un po' complicato e articolato.
Una persona che non comprende e non è in grado di coinvolgersi con un testo scritto.
Una persona che, in sostanza, viste le suddette difficoltà, non affronta nemmeno testi lunghe e complicati o discorsi lunghi e complicati.
Cosa sta alla base di questo? Qual è la prima cosa da risolvere per riappropriarsi della capacità di studiare, imparare, avere accesso alla conoscenza?
Alla base vi sono enormi lacune in grammatica italiana (e qua ci vorrebbe un grosso punto... tipo PPPUUUNNTTTOO!!!!!!!!).
Alla base ci sono enormi lacune in grammatica italiana.
Alla base non c'è qualcos'altro, ci sono enormi lacune in grammatica italiana.
Lacune così grosse che alle persone non viene nemmeno il sospetto che la grammatica serva a qualcosa. Conosco una quantità enorme di persone che sono pronte a giurare che la grammatica non gli servirà mai a niente e contemporaneamente mi dicono quanto pagherebbero per saper parlare ed esprimersi come mi esprimo io e quanto gli piacerebbe studiare e imparare velocemente.
Purtroppo sono così confuse a riguardo da non vedere nemmeno che c'è un collegamento tra le due cose.
Nemmeno vedono un legame tra grammatica e capacità di esprimersi, oppure grammatica e velocità di apprendimento, quando invece le due cose sono così strettamente legate, che risolta la prima, la seconda si sblocca in modo incredibile.
Ora, cosa ha tutto ciò a che vedere con l'inglese, o con la difficoltà degli italiani di imparare l'inglese?
Caro mio, o cara mia, l'analfabetismo funzionale, causato dalle enormi lacune in grammatica, ha tutto a che vedere con la difficoltà a imparare l'inglese. Tutto.
A meno che uno non sia completamente cieco, appena cerca di imparare le prime costruzioni in inglese, si renderà subito conto che cerca di mettere queste costruzioni in relazione con le costruzioni proprie della sua madrelingua, l'italiano.
E lascia che ti dica che non c'è niente di male in questo. Non c'è niente di male. mentre impari a usare il cambio di una macchina, a mettere ciò in relazione a come hai sempre cambiato con la Vespa. Questo velocizza l'apprendimento.
Metti in relazione nuovi dati con dati già conosciuti. Usi i dati già conosciuti come base stabile per mettere ordine nei nuovi dati che stai imparando.
Questo modo di apprendere, quando è possibile, è molto più veloce rispetto al dover apprendere un soggetto completamente nuovo per il quale non si ha alcuna esperienza simile.
Quindi, che tu voglia o no, oppure che il tuo insegnante lo voglia o no, nell'imparare l'inglese, lo metterai SEMPRE in relazione con l'italiano.
E questo chiarisce in modo definitivo la difficoltà degli italiani a imparare l'inglese.
L'errore NON è il fatto di mettere l'inglese in relazione con l'italiano (come affermano tutti quei fenomeni che fanno corsi di inglese online). L'errore è che NON SAI L'ITALIANO!!!!!!
E siccome non sai l'italiano e ti assale la confusione e il senso di fallimento e difficoltà a capire non appena affronti la grammatica italiana, ti succede la stessa cosa quando affronti l'inglese.
Non è possibile insegnare una lingua senza grammatica. Chi dice il contrario è semplicemente folle. Una lingua è un insieme di parole e metodi di usarle. La grammatica è costituita dai metodi di usare le parole. In realtà non è una questione molto complicata!
Quindi riassumiamo: cerchi di imparare l'inglese, qualsiasi corso di inglese tu faccia deve in qualche modo parlarti di grammatica, tu (giustamente) tendi a usare la grammatica italiana come dato a cui paragonare la grammatica inglese (e ripeto: questo è giustissimo), ti assalgono sconforso, confusione, fallimento e altre spiacevoli sensazioni e abbandoni il corso d'inglese (che magari ti era costato anche un sacco di soldi).
Ecco quindi spiegato questo blog e il canale youtube Chiariamo l'inglese.
Ho deciso di fare un video-corso di grammatica italiana che finalmente si capisca.
Un corso in grado in risolvere, in chi lo guarda, la condizione di analfabeta funzionale.
Un corso che comunque, a persone di qualsiasi livello di istruzione e cultura, darà miglioramenti in termini di comprensione.
Come spesso ripeto nei video (e non a caso), non voglio che questi video diventino a pagamento, ma tu mi devi dare una mano a condividerli e farli conoscere, perché sono importanti.
Altrimenti sono costretto a spendere dei soldi per promuovere questa iniziativa, ma poi, ovviamente, dovrò mettere un prezzo al corso.
Quindi goditi il corso (e gli articoli del blog, se vuoi) e condividi!
mercoledì 9 marzo 2016
Omaggio a un grande maestro
Negli anni '60 arrivò in televisione un grande personaggio che tutte le persone di una certa età ricordano come il Maestro Manzi.
Portò in RAI una trasmissione che si chiamava "Non è mai troppo tardi".
Aveva un forte desiderio di far sì che le persone imparassero e si emancipassero.
Non si fermava davanti alle difficoltà e alle opposizioni perché voleva che le persone avessero maggiori opportunità.
Si è posto veramente le giuste domande in relazione all'insegnamento ed è arrivato a delle risposte encomiabili.
Grazie alla sua trasmissione, ciò che oggi chiameremmo "infografica", un milione e mezzo di italiani hanno ottenuto la licenza elementare.
Un milione e mezzo di italiani equivale a più del 30% degli analfabeti stimati all'epoca.
Il video che segue è un'intervista che secondo me dovrebbe essere fatta studiare a qualsiasi insegnante.
Portò in RAI una trasmissione che si chiamava "Non è mai troppo tardi".
Aveva un forte desiderio di far sì che le persone imparassero e si emancipassero.
Non si fermava davanti alle difficoltà e alle opposizioni perché voleva che le persone avessero maggiori opportunità.
Si è posto veramente le giuste domande in relazione all'insegnamento ed è arrivato a delle risposte encomiabili.
Grazie alla sua trasmissione, ciò che oggi chiameremmo "infografica", un milione e mezzo di italiani hanno ottenuto la licenza elementare.
Un milione e mezzo di italiani equivale a più del 30% degli analfabeti stimati all'epoca.
Il video che segue è un'intervista che secondo me dovrebbe essere fatta studiare a qualsiasi insegnante.
venerdì 19 febbraio 2016
Forse i grammatici dovrebbero studiare un po' di Marketing!
Se come me ti sei ritrovato a dover cercare chiarimenti in una grammatica hai di sicuro sperimentato una certa insoddisfazione.
I chiarimenti che cerchi sono di solito:
- non presenti nella grammatica che consulti perché scegli una grammatica per bambini
- presenti ma troppo complicati da capire perché scegli una grammatica per studenti "avanzati"
Devi decidere tra lasciar stare o tuffarti veramente all'inferno e sperare di uscirne con della vera comprensione.
Forse i grammatici dovrebbero studiare un po' di marketing.
Un copywriter (chi scrive i testi pubblicitari) sa, come prima cosa, come cosa talmente fondamentale che se non la prendi in considerazione sei proprio un pivello, che prima di scrivere qualsiasi cosa si deve stabilire qual'è il target di pubblico!!!
Direi che è quasi ovvio: vuoi vendere? "A chi?" è la prima domanda.
"Qual'è la realtà del tuo target di pubblico, cosa lo spinge e cosa lo trattiene dall'acquisto?" sono le tue prossime domande.
Se non sai rispondere a quelle domande... cambi lavoro.
Purtroppo i grammatici non cambiano lavoro perché le persone sono ormai apatiche riguardo all'idea di padroneggiare la loro comunicazione e comprano le grammatiche ai figli che vanno a scuola solo perché e quando devono.
E quindi il grammatico può permettersi di scegliere arbitrariamente (e di solito inconsapevolmente) il tipo di pubblico a cui sta scrivendo.
Il grammatico sceglie sempre solo tra due possibili opzioni:
- i bambini delle elementari
- i suoi colleghi professori
Più o meno è così semplice come il fatto che un cuoco, quando scrive un libro di cucina, dovrebbe provare a indirizzarsi non solo ai bambini e agli altri cuochi, ma anche a qualcuno che vuole imparare a cucinare.
Mettiamo che tu voglia chiarire cos'è un articolo... tra l'altro dovresti, perché ci sono almeno 99 possiblità su 100 che la tua definizione sia scorretta (ma di questo parliamo sul terzo video di grammatica).
Prendi una grammatica "semplice" e trovi: l'articolo è la parte variabile del discorso che precede il nome, ci fa capire se il nome che segue è maschile o femminile, singolare o plurale.
Questa definizione è scorretta (e poi, diciamocelo, perché per definire articolo a un bambino di terza elementare devi per forza dirgli che è una parte variabile del discorso, mi viene il sospetto che tu lo voglia confondere).
Troverai la definizione corretta sul terzo video di grammatica.
Ora abbiamo visto come su una grammatica per bambini i dati sono del tutto incompleti, semplificati, inadeguati.
Vediamo una definizione completa di articolo, una definizione corretta, che descriva esattamente, precisamente e completamente l'articolo, il suo significato e le sue funzioni.
Cosa ne pensi di questa: l'articolo (dal latino articulus, da artus, "membro", "arto"; in greco árthron[1]) è un morfema con la funzione di determinante[2] di un sostantivo, nel senso che ne specifica alcune caratteristiche semantiche: l'articolo, infatti, esplicita l'opposizione pragmatica tra tema e rema (cioè tra ciò che è dato e ciò che è nuovo nel discorso) o tra classe e membro.
Questa definizione è corretta e quasi completa (credimi sulla parola!), ma quel fenomeno che ha scritto questa definizione, l'ha scritta per ricevere approvazione dai suoi colleghi fenomeni, non per spiegare cos'è l'articolo a qualcuno che sta imparando o raddrizzando o chiarendo la grammatica
Allo stesso modo, anche nella ricerca di un corso adeguato per imparare l'inglese, ti scontri con queste barriere:
- chi scrive il corso si basa su teorie psico-pedagogiche che escludono la possibilità che un essere umano possa "capire" qualcosa e quindi cercano altre soluzioni (come ho detto in altri post)
- chi scrive sceglie come pubblico i bambini e quindi il suo corso è troppo semplicifato e incompleto
- chi scrive non sceglie come pubblico i bambini e quindi l'unica altra opzione che gli rimane è scegliere come pubblico gli altri professori di inglese e quindi scrive un corso che dimostri agli altri professori quanto lui è competente nella lingua inglese
Questo corso è stato reso disponibile solo di recente, dopo 3 anni di produzione video e ti consiglio vivamente di guardare alcune delle sue video lezioni sul sito: https://ecdpertutti.mykajabi.com/a/484/85DDqLL8
Se spiegate nel modo giusto, grammatica italiana e lingua inglese non sono difficili, puoi chiarirle in modo definitivo e senza la necessità di tornarci più e più volte, all'infinito, perché sembra che continuino a sfuggirti.
Segui i miei video di grammatica e diffondili (con i "like" i "commenti", le "condivisioni", gli "inviti a mettere mi piace sulla pagina facebook" o parlandone di persona e inviando mail.
Guarda le video-lezioni dimostrative sul link sopra e scoprirai che puoi farlo anche tu!
lunedì 15 febbraio 2016
Chi decide le regole della grammatica? (text version)
Benvenuto alla seconda lezione di grammatica italiana.
Come ho detto alla fine del primo video, oggi parleremo dei grammatici, gli studiosi che scrivono le grammatiche.
Quindi ecco il primo argomento della lezione: come fa un grammatico a scrivere una grammatica? Saperlo ti aiuterà a capire la grammatica stessa.
Per scrivere una grammatica, un grammatico deve analizzare un'enorme quantità di italiano parlato e scritto.
Dopo aver studiato questa grande mole di comunicazioni, cercherà di elaborare delle regole che descrivono il modo in cui gli italiani usano le parole.
Questo è il primo punto che voglio farti notare. Un grammatico non decide MAI come le parole vengono usate. Lui può solo DESCRIVERE come noi usiamo le parole.
Ovviamente, alle costruzioni usate dagli scrittori viene data più importanza delle costruzioni usate nella lingua parlata. Quindi un nuovo modo di usare le parole diventa regola solo dopo essere stato adottato dagli scrittori.
Rimane il fatto che siamo noi italiani a decidere come le parole vengono usate, non i grammatici.
Un esempio è "ma però": a scuola ti dicono che è un errore. L'Accademia della Crusca, che è la più antica accademia linguistica al mondo e la più prestigiosa istituzione linguistica italiana dice: "L'incontro delle due congiunzioni ma e però non è da condannare, a dispetto di quanto sostenuto da una certa tradizione grammaticale".
Come mai non è da condannare?
Usare ma e però assieme non è una ripetizione inutile perché tra queste due parole c'è una leggera differenza di significato (esempi simili e del tutto accettati sono ma tuttavia e ma bensì).
Non è da condannare soprattutto perché è presente in libri di autori prestigiosti come il Manzoni, il Tasso, l'Alfieri e in una grammatica dell'800 del Fornaciari (non Zucchero).
D'altro canto, molti italiani sostengono che ma però non si dice. La maggioranza attualmente lo considera un errore.
Ci sono due possibili esiti per questa battaglia: 1. grazie all'insistenza di chi ti corregge quando dici ma però, anche i ragazzi più indisciplinati si adegueranno, ma però diventerà troppo raro, nessuno scrittore lo userà più e diventerà definitivamente un errore; 2. nonostante l'insistenza sul farlo notare e correggerlo, molte persone continueranno ad usarlo, qualche giornalista famoso e poi qualche scrittore e poi molti scrittori inizieranno ad usarlo e alla fine diventerà la regola.
Vediamo chi sarà a spuntarla! Ma come che vada, questo ti fa capire che non è il grammatico a decidere ma l'uso comune, rafforzato dagli scrittori. Il grammatico deve limitarsi a descrivere le regole che noi stabiliamo.
Il grammatico elabora delle regole che descrivono (non che decidono) che descrivono il modo in cui le parole vengono usate e messe assieme tra loro.
Secondo argomento della lezione: come fa un grammatico a fare questa descrizione in modo ordinato, visto che in una lingua ci sono decine di migliaia di parole?
Il grammatico prende quelle decine di migliaia di parole e le suddivide in gruppi.
Quando osserva che alcune parole sembrano comportarsi allo stesso modo lui le mette assieme in un gruppo. Può poi elaborare delle regole che descrivono il comportamento delle parole di ogni singolo gruppo e avere così una struttura ordinata.
I gruppi in cui è suddiviso l'insieme di tutte le parole italiane, si chiamano "le parti del discorso".
Cosa sono le parti del discorso?
Se prendi tutte le parole italiane e le dividi in gruppi, mettendo assieme le parole che si comportano in modo simile tra loro, ottieni le parti del discorso.
Vediamole ora una alla volta.
Quello che faremo sarà definire le parti del discorso, dando qualche esempio, ma senza andare troppo nei dettagli.
Poi faremo un po' di esercizio.
Poi rifaremo tutte le parti del discorso, suddividendole ulteriormente, descirvendo il loro comportamento e facendo ancora esercizio.
E infine rivedremo tutte le parti del discorso, suddivise e descritte completamente e faremo un sacco di esercizio per rendere la tua comprensione stabile e duratura.
Ti piace l'idea? Tutto in video! Guardi il video e impari senza la necessità di nessun'altra azione.
Iniziamo con il primo e più semplice gruppo di parole che stacchiamo dal totale delle parole italiane: questo gruppo è costituito dai nomi.
Un nome serve a dare il nome alle cose, alle persone e alle idee. Sembra un gioco di parole, ma non c'è modo migliore di definirlo: a cosa serve un nome? A dare il nome, potremmo dire che serve a indicare qualcosa, ma non voglio che ci confondiamo con altri tipi di parole e quindi diciamo semplicemente che serve a nominare qualcosa.
Esempi di nome sono Andrea, Susanna, casa, albero, trapano, amore e idea.
C'è altro da sapere sui nomi, ma non ce ne occupiamo adesso, ora facciamo solo la prima carrellata.
Il secondo gruppo di parole che stacchiamo dall'insieme di tutte le parole italiane sono i pronomi.
Cos'è un pronome? Un pronome è una parola che si mette al posto di un nome ogni volta che la ripetizione del nome suonerebbe male.
Facciamo un esempio. La frase: "Marco ha preso le cose di Marco e ha trasferito Marco in un'altra città" non suona bene. Sostituisco Marco con dei pronomi e diventa: "Marco ha preso le sue cose e si è trasferito in un'altra città".
Questa seconda frase è sicuramente più estetica e scorrevole.
Quindi, saper usare i pronomi migliora la tua comunicazione? Certo, la rende più estetica, più bella. Le persone quindi l'ascolteranno più di buon grado, la loro attenzione e il loro interesse saranno maggiori e quindi ti capiranno meglio.
Il pronome fa, in tutto e per tutto, le veci del nome che sta sostituendo.
Se Mario guida la ruspa, quando non c'è Mario "LUI" guida la ruspa, "LUI" sostituisce Mario.
Sono pronomi: io, tu, lui, mio, tuo, suo, questo, quello e molti altri.
Anche per il pronome ci sono altre cose da dire ma le vedremo nel prossimo round.
Direi che per oggi può bastare.
Nella prossima puntata vedremo altre parti del discorso, modello base, in modo da iniziare a mettere un po' di ordine, prima di complicare le cose.
Per chi ha già ben chiare queste prime cose, non cresdiate nemmeno per un momento che le prossime lezioni non facciano per voi. Non vi azzardate le prossime 3 o 4 lezioni pensando che non vi servano.
Ti garantisco che in queste lezioni troverai dei chiarimenti che proprio non ti aspettavi.
Prima di chiudere ti ricordo che la pagina "Chiariamo l'inglese" e ora anche il blog "Chiariamo l'inglese" sono stati creati per pubblicare questi video di grammatica e per parlare di questo nuovo corso di inglese online che risolve le difficoltà degli italiani con la lingua straniera.
Queste due cose sono di importanza vitale e possono portare a un aumento delle opportunità per tutti.
L'obiettivo è quello di creare le condizioni per un più alto livello di conoscenza e competenza per chiunque.
Quindi parlane, condividi, commenta, fai conoscere questi strumenti.
Come ho detto alla fine del primo video, oggi parleremo dei grammatici, gli studiosi che scrivono le grammatiche.
Quindi ecco il primo argomento della lezione: come fa un grammatico a scrivere una grammatica? Saperlo ti aiuterà a capire la grammatica stessa.
Per scrivere una grammatica, un grammatico deve analizzare un'enorme quantità di italiano parlato e scritto.
Dopo aver studiato questa grande mole di comunicazioni, cercherà di elaborare delle regole che descrivono il modo in cui gli italiani usano le parole.
Questo è il primo punto che voglio farti notare. Un grammatico non decide MAI come le parole vengono usate. Lui può solo DESCRIVERE come noi usiamo le parole.
Ovviamente, alle costruzioni usate dagli scrittori viene data più importanza delle costruzioni usate nella lingua parlata. Quindi un nuovo modo di usare le parole diventa regola solo dopo essere stato adottato dagli scrittori.
Rimane il fatto che siamo noi italiani a decidere come le parole vengono usate, non i grammatici.
Un esempio è "ma però": a scuola ti dicono che è un errore. L'Accademia della Crusca, che è la più antica accademia linguistica al mondo e la più prestigiosa istituzione linguistica italiana dice: "L'incontro delle due congiunzioni ma e però non è da condannare, a dispetto di quanto sostenuto da una certa tradizione grammaticale".
Come mai non è da condannare?
Usare ma e però assieme non è una ripetizione inutile perché tra queste due parole c'è una leggera differenza di significato (esempi simili e del tutto accettati sono ma tuttavia e ma bensì).
Non è da condannare soprattutto perché è presente in libri di autori prestigiosti come il Manzoni, il Tasso, l'Alfieri e in una grammatica dell'800 del Fornaciari (non Zucchero).
D'altro canto, molti italiani sostengono che ma però non si dice. La maggioranza attualmente lo considera un errore.
Ci sono due possibili esiti per questa battaglia: 1. grazie all'insistenza di chi ti corregge quando dici ma però, anche i ragazzi più indisciplinati si adegueranno, ma però diventerà troppo raro, nessuno scrittore lo userà più e diventerà definitivamente un errore; 2. nonostante l'insistenza sul farlo notare e correggerlo, molte persone continueranno ad usarlo, qualche giornalista famoso e poi qualche scrittore e poi molti scrittori inizieranno ad usarlo e alla fine diventerà la regola.
Vediamo chi sarà a spuntarla! Ma come che vada, questo ti fa capire che non è il grammatico a decidere ma l'uso comune, rafforzato dagli scrittori. Il grammatico deve limitarsi a descrivere le regole che noi stabiliamo.
Il grammatico elabora delle regole che descrivono (non che decidono) che descrivono il modo in cui le parole vengono usate e messe assieme tra loro.
Secondo argomento della lezione: come fa un grammatico a fare questa descrizione in modo ordinato, visto che in una lingua ci sono decine di migliaia di parole?
Il grammatico prende quelle decine di migliaia di parole e le suddivide in gruppi.
Quando osserva che alcune parole sembrano comportarsi allo stesso modo lui le mette assieme in un gruppo. Può poi elaborare delle regole che descrivono il comportamento delle parole di ogni singolo gruppo e avere così una struttura ordinata.
I gruppi in cui è suddiviso l'insieme di tutte le parole italiane, si chiamano "le parti del discorso".
Cosa sono le parti del discorso?
Se prendi tutte le parole italiane e le dividi in gruppi, mettendo assieme le parole che si comportano in modo simile tra loro, ottieni le parti del discorso.
Vediamole ora una alla volta.
Quello che faremo sarà definire le parti del discorso, dando qualche esempio, ma senza andare troppo nei dettagli.
Poi faremo un po' di esercizio.
Poi rifaremo tutte le parti del discorso, suddividendole ulteriormente, descirvendo il loro comportamento e facendo ancora esercizio.
E infine rivedremo tutte le parti del discorso, suddivise e descritte completamente e faremo un sacco di esercizio per rendere la tua comprensione stabile e duratura.
Ti piace l'idea? Tutto in video! Guardi il video e impari senza la necessità di nessun'altra azione.
Iniziamo con il primo e più semplice gruppo di parole che stacchiamo dal totale delle parole italiane: questo gruppo è costituito dai nomi.
Un nome serve a dare il nome alle cose, alle persone e alle idee. Sembra un gioco di parole, ma non c'è modo migliore di definirlo: a cosa serve un nome? A dare il nome, potremmo dire che serve a indicare qualcosa, ma non voglio che ci confondiamo con altri tipi di parole e quindi diciamo semplicemente che serve a nominare qualcosa.
Esempi di nome sono Andrea, Susanna, casa, albero, trapano, amore e idea.
C'è altro da sapere sui nomi, ma non ce ne occupiamo adesso, ora facciamo solo la prima carrellata.
Il secondo gruppo di parole che stacchiamo dall'insieme di tutte le parole italiane sono i pronomi.
Cos'è un pronome? Un pronome è una parola che si mette al posto di un nome ogni volta che la ripetizione del nome suonerebbe male.
Facciamo un esempio. La frase: "Marco ha preso le cose di Marco e ha trasferito Marco in un'altra città" non suona bene. Sostituisco Marco con dei pronomi e diventa: "Marco ha preso le sue cose e si è trasferito in un'altra città".
Questa seconda frase è sicuramente più estetica e scorrevole.
Quindi, saper usare i pronomi migliora la tua comunicazione? Certo, la rende più estetica, più bella. Le persone quindi l'ascolteranno più di buon grado, la loro attenzione e il loro interesse saranno maggiori e quindi ti capiranno meglio.
Il pronome fa, in tutto e per tutto, le veci del nome che sta sostituendo.
Se Mario guida la ruspa, quando non c'è Mario "LUI" guida la ruspa, "LUI" sostituisce Mario.
Sono pronomi: io, tu, lui, mio, tuo, suo, questo, quello e molti altri.
Anche per il pronome ci sono altre cose da dire ma le vedremo nel prossimo round.
Direi che per oggi può bastare.
Nella prossima puntata vedremo altre parti del discorso, modello base, in modo da iniziare a mettere un po' di ordine, prima di complicare le cose.
Per chi ha già ben chiare queste prime cose, non cresdiate nemmeno per un momento che le prossime lezioni non facciano per voi. Non vi azzardate le prossime 3 o 4 lezioni pensando che non vi servano.
Ti garantisco che in queste lezioni troverai dei chiarimenti che proprio non ti aspettavi.
Prima di chiudere ti ricordo che la pagina "Chiariamo l'inglese" e ora anche il blog "Chiariamo l'inglese" sono stati creati per pubblicare questi video di grammatica e per parlare di questo nuovo corso di inglese online che risolve le difficoltà degli italiani con la lingua straniera.
Queste due cose sono di importanza vitale e possono portare a un aumento delle opportunità per tutti.
L'obiettivo è quello di creare le condizioni per un più alto livello di conoscenza e competenza per chiunque.
Quindi parlane, condividi, commenta, fai conoscere questi strumenti.
domenica 14 febbraio 2016
Leggi fondamentali dell'insegnamento delle lingue
Molte persone vogliono sapere qual è o quali sono i migliori corsi di inglese online, quali siti danno più servizio, quali esercizi e quali video danno più risultati.
Prima di esaminare, sito per sito, quali siano le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi, è meglio sapere quali sono le leggi fondamentali su cui si basa tutta l'istruzione nelle scuole pubbliche, come in quelle private e nei siti online di insegnamento dell'inglese.
Nell'autorevole libro "Principi e tecniche dell'insegnamento della lingua" di Diane Larsen-Freeman e Martin Anderson, edito da Oxford, viene descritto il metodo Audiolinguale.Il Metodo Audiolinguale è uno dei più usati per l'insegnamento dell'inglese in Italia.
Nel libro si dice: "Sono stati incorporati dei principi di psicologia comportamentale (Skinner 1957). Si è pensato che il metodo per acquisire gli schemi della lingua straniera da imparare, fosse attraverso il condizionamento (conditioning) - aiutare lo studente a rispondere correttamente a stimoli attraverso il modellaggio (shaping) e il rinforzo (reinforcement), in modo che lo studente possa superare le abitudini della sua lingua madre e formare le nuove abitudini richieste per parlare la lingua straniera in questione".
Voglio spiegare bene questi termini e concetti, perché essi sono alla base dell'insegnamento delle lingue in Italia.
Prendiamo la definizione da Wikipedia:
Il modellaggio consiste in un metodo graduale di avvicinamento progressivo e paziente ad un nuovo comportamento che il soggetto non riesce a mettere in atto in altre modalità. Nel momento in cui il soggetto emette una risposta corretta, seppur lontano dal comportamento meta prefissato, dovrebbe ricevere un rinforzatore, perché in questo modo aumenta la probabilità che risposte simili si presentino in futuro. Il modellaggio consiste proprio nel rinforzare quei comportamenti che, seppur lontani dal comportamento meta prefissato, si avvicinano progressivamente all'obiettivo finale.
Per chiarire meglio questo concetto diamo un'occhiata al video che documenta proprio gli esperimenti condotti dal professor Skinner e i risultati da lui ottenuti.
Negli anni '60, in un laboratorio americano, il Professor Burrhus Skinner era riuscito a insegnare a leggere a un colombo.
Il colombo osserva il cartello che appare in alto e svolge l'azione richiesta (peak-becca o turn-gira).
Il video spiega come il metodo del conditioning, attraverso shaping e reinforcement (il mangime), porta gradualmente il colombo dall'azione casuale fino all'eseguire certi specifici movimenti che, ora ha imparato, gli renderanno disponibile il mangime.
Per fare questo i colombi vengono mantenuti costantemente al 70% del loro normale peso, in modo che siano costantemente affamati.
In particolare il Professor Skinner descrive un particolare ritardo nel fornire il reinforcement (il mangime), che è il ritardo variabile. In questo caso il mangime non viene dato subito e ogni volta che il colombo esegue l'azione giusta o un'azione simile a quella giusta.
Questo è il principio - spiega il professore - su cui sono basate le slot machine e praticamente tutti i giochi d'azzardo. Ciò che rende i giocatori dei dipendenti patologici non è il sogno di diventare ricchi o una qualche mania di autodistruzione, ma il ritardo variabile con cui viene dato il premio.
In effetti tutti i giochi d'azzardo sono costruiti attorno a questo principio.
Tiriamo quindi le somme.
Cosa ha questo a che vedere con l'insegnamento dell'inglese?
Per insegnare l'inglese come seconda lingua, il problema è che si deve convincere uno studente ad abbandonare gli schemi comportamentali che sta seguendo e a cui è abituato (quelli della propria lingua) e portarlo ad adottare nuovi schemi di comportamento, che sono quelli della lingua che si sta cercando di insegnargli (come riporta il libro "Principi e tecniche dell'insegnamento della lingua" di cui sopra).
Siccome non è possibile ottenere che lo studente adotti questi nuovi schemi di comportamento si adotta il conditioning (come riporta Wikipedia).
Il conditioning è una pietra miliare della psicologia comportamentale, sviluppato a partire dagli anni '60, che grazie alle scoperte del Professor Skinner ha rivoluzionato l'istruzione moderna, compreso (ma non solo) l'insegnamento delle lingue.
Quali sono gli inconvenienti di questo approccio all'insegnamento delle lingue?
Primo e principale inconveniente è che non si menziona nemmeno un ingrediente fondamentale: la comprensione.
In altre parole il metodo non suppone che lo studente debba capire qualcosa, ma anzi è volto ad aggirare il problema e a riuscire a far sì che uno studente parli inglese senza aver dovuto capire la struttura dell'inglese.
Il vantaggio è che in questo modo si aggirano anche le lacune che gli italiani hanno sulla grammatica italiana.
Ma così facendo si rischia (e di fatto si ottiene, in base alle statistiche) che la maggior parte delle persone abbandonino lo studio dell'inglese, sopraffatte dall'insostenibile montagna di parti confuse in ciò che si sta cercando di imparare.
Questo tra l'altro spiega perché solo il 3% degli italiani sa l'inglese. Questo 3% è composto dalle persone che per necessità (emigri negli Stati Uniti e se non impari l'inglese non mangi) o per particolare inclinazione (ami le lingue e sei disposto a far fronte alle difficoltà) sono riusciti a mettere un po' di ordine da soli in questa confusione.
Un ulteriore svantaggio derivato dal primo è che non essendo necessaria la comprensione, non è necessario fornire i dati gradualmente, in quanto non è richiesto che vengano capiti.
Questo video di grammatica semplice inglese che trovi su youtube è un risultato diretto di questi principi di base di prisologia comportamentale.
Il video contiene una conversazione inglese che, nella giusta sequenza, sarebbe comprensibile solo a uno studente che abbia già studiato molta della grammatica inglese e che conoscesse già un buon vocabolario inglese. Eppure questo viene pubblicato come primo video di una grammatica semplice.
In modo simile, questo video che sponsorizza Babbel, dice che non è necessario, per esempio, conoscere la grammatica inglese perché non la conoscono nemmeno gli inglesi o non è necessario capire tutto quello che leggi o ascolti in inglese, visto che non capisci nemmeno tutto quello che ascolti o leggi in italiano.Per tutto il periodo dell'Expo, in tutta Milano vi era esposto questo cartello, che documenta chiaramente il rischio che corriamo quando portiamo una persona a memorizzare l'inglese, tramite un procedimento di condizionamento che passa attraverso a comportamenti simili a quello meta desiderato, fino ad arrivare (non sempre) al corretto schema comportamentale.
La grammatica è difficile... se non sai a cosa serve (text version)
Banvenuto a questo corso di grammatica.
La meta di questa avventura è portare l'inglese in Italia.
Ma come forse avrai notato, gli italiani sono uno tra i popoli che ha più difficoltà a imparare l'inglese.
Non imparano l'inglese perché gli attuali corsi e sistemi per impararlo sono difficili. Non imparano l'inglese anche perché hanno grosse lacune in grammatica italiana.
La soluzione ovvia per le lacune in grammatica italiana sarebbe fare un corso di grammatica, o studiare una grammatica.
Gli attuali testi di grammatica presentano diverse trappole che rendono difficile o quasi impossibile questo chiarimento.
I motivi di questo sono:
Non aspettarti dei video di alta qualità, aspettati però che i video si capiscano e che facciano capire la grammatica. E se non è così, non esitare a dirmelo in modo che io possa correggerli.
Tutto quello che ti chiedo è passare parola il più possibile, su facebook, su twitter, sia online che offline, in modo da far sapere di questi video a tutti.
Bene! Lesson One! La grammatica è difficile... solo se non sai a cosa serve!
Torniamo indietro nel tempo a quando tu andavi alle elementari,
Ti hanno detto che la grammatica era una serie di regole che dovevi sapere.
Non ti hanno detto perché.
Ma se le sapevi, prendevi un bel voto e se non le sapevi prendevi un brutto voto e quindi hai capito che lo scopo della grammatica era prendere un bel voto.
La tua definizione di grammatica è diventata: quella serie noiosa di regole che nella vita non servono a niente, ma che quando facevo le elementari e le medie dovevo sapere se volevo prendere un bel voto.
Diciamo la verità, a te non interessa sapere che "Stefania" e "Luca" sono nomi propri, oppure che "pecora" e "capra" sono nomi comuni. Perché queste informazioni non ti cambiano la vita, non ti fanno guadagnare di più, non migliorano le tue relazioni sociali.
Ma ascoltami bene ora, se non conosci la grammatica, sprechi la migliore arma che tu possa avere, la comunicazione. La tua migliore arma va sprecata perché non hai mira.
Se le tue buone idee sono le tue frecce o le tue munizioni, la grammatica è come la mira!
E tu sprechi le tue migliori idee perché non riesci a comunicarle in modo completo e preciso.
Ci sono volte in cui devi riuscire a comunicare con piena chiarezza le tue idee, perché stai cercando di vendere, oppure perché devi ottenere accordo su una meta.
Ci sono volte in cui hai veramente bisogno di esprimere in modo preciso e completo i tuoi sentimenti.
Quindi a cosa serve la grammatica? A migliorare la qualità della tua comunicazione.
E cosa intendo con la qualità della comunicazione? Intendo il livello di precisione con cui le parole esprimono quello che hai in mente.
Questo è lo scopo fondamentale. Questa è l'unica cosa importante. Questo è l'unico punto di vista con cui studiare la grammatica.
Ogni regola o dato che apprendi, lo capisci solo se ti aiuta a rendere più precise e più efficaci le tue comunicazioni.
E con precise non si intende formalmente giuste, senza errori, qui proprio non stiamo parlando di errori, di giusto o di sbagliato.
Stiamo parlando di quanto le parole che usi corrispondono esattamente a quello che hai in mente e che vuoi comunicare. E quanto quello che capisci, corrisponde a quello che aveva in mente e cosa voleva comunicare quancun altro a te.
Voglio farti diversi esempi perché è importante che tu capisca questo punto prima di studiare la grammatica, altrimenti non ne trarrai nessun beneficio, non ti piacerà e l'abbandonerai.
Prendiamo per esempio Tarzan. Lui dice a Jane: "Tarzan andare casa, Jane cosa fare?".
Oh! Ci sono errori grammaticali!!! Beh, questo non ci interessa! Ripeto: questo non ci interessa.
Quello che ci interessa è che Tarzan, in realtà... beh, parlando con lui abbiamo scoperto che quando ha detto quella frase, lui era indeciso sul fatto di andare a casa e voleva il parere di Jane. Ma siccome non conosce bene i verbi, non usa le forme giuste.
Riproviamo.
Se lui avesse detto: "Tarzan andrebbe a casa...", oppure, ancora meglio "Io andrei a casa, tu cosa vuoi fare?", questo corrisponderebbe esattamente a cosa pensa.
In questo esempio Tarzan sa il significato della parola "Tarzan", sa cosa vuol dire "andare" e sa cosa vuol dire "casa". Conosce tutte le parole. Quello che non conosce è la grammatica.
Se vai su un dizionario e cerchi la parola "andare", non trovi scritto che se sei incerto, oppure vuoi essere cortese, usi "andrei", queste informazioni le trovi solo sulla grammatica.
Inoltre, possiamo forse dire che non si capisce niente? Non possiamo, perché qualcosa si capisce. Ma capire vagamente e capire con precisione, sono due livelli di qualità differenti.
Tarzan comunica in qualche modo, ma ha delle grosse lacune in grammatica e quindi fa fatica a esprimere a parole, con precisione, quello che pensa. Questo è lo scopo della grammatica.
Non sto dicendo che se non conosci la grammatica sei tagliato fuori dal mondo.
Ma se vuoi che la tua comunicazione sia di alta qualità, devi conoscere la grammatica.
E tornando all'esempio, tu sai benissimo che nella frase "Tarzan andare casa, Jane cosa fare?" ci sono errori. Come mai? Ti sei forse fermato a pensare a quali regole sono state violate? No. Lo sai semplicemente perché ti suona male! E perché ti suona male? Perché non concorda con la media delle frasi che senti usare attorno a te.
Hai ascoltato e letto milioni di conversazioni e frasi, sai già come non fare errori, basta adeguarsi alla media concordata. La grammatica non serve a quello.
Serve per riuscire a esprimere perfettamente qualsiasi idea tu abbia, in modo che altri la possano veramente capire. Chiaro??!!
La stessa cosa vale quando leggi o ascolti.
Stai studiando un corso di cucina. Chi lo ha scritto aveva capito molte cose sul cucinare. Lui sa esattamente come si fa nel modo giusto e ora te lo vuole comunicare attraverso le parole di un corso o di un libro.
Penso che ti piacerebbe arrivare ad avere la stessa conoscenza, non solo una parte, non una cosa confusa, ma arrivare proprio a sapere la stessa esatta conoscenza, completa e precisa.
Arrivare ad avere in mente la stessa conoscenza che ha lui.
Questo è lo scopo della grammatica. Questo è l'unico scopo della grammatica. Questo è l'unico scopo di qualsiasi parte della grammatica.
E non potrai mai ottenere questo risultato senza la grammatica (a meno che tu non sappia usare la telepatia).
Senza grammatica non sarai mai in grado di capire esattamente ciò che le persone ti vogliono dire. Potrai capirlo solo in parte. Potrai capire il 20%, anche l'80%, ma mai il 100%.
Tu non hai idea di quanta parte della tua conoscenza va perduta ogni giorno per questo unico motivo.
Quello che imparerai nei prossimi video ha solo questo scopo e, ripeto, non centra niente ne con gli errori e la bella forma, ne con le regole che imparavi a memoria alle elementari per prendere un bel voto.
E con lo scopo giusto, la grammatica diventa semplice; è difficile solo se non sai a cosa serve.
OK, per questa prima lezione penso che basti.
Nel prossimo video inizieremo a parlare di quelle brutte cose chiamate parti del discorso, ma lo faremo in un modo particolare.
Ti sei mai chiesto come fa un grammatico, uno studioso, un professore a scrivere una grammatica?
Ti sei mai chiesto chi ha deciso le regole della grammatica?
Lo scoprirai nel prossimo video.
Nel frattempo, se questo video ti è piaciuto, metti "mi piace", commenta e condividi.
Invita altre persone nella pagina "Chiariamo l'inglese" di Facebook o nel blog www.chiariamolinglese.blogspot.it e faremo arrivare questo messaggio a milioni di persone!!
La meta di questa avventura è portare l'inglese in Italia.
Ma come forse avrai notato, gli italiani sono uno tra i popoli che ha più difficoltà a imparare l'inglese.
Non imparano l'inglese perché gli attuali corsi e sistemi per impararlo sono difficili. Non imparano l'inglese anche perché hanno grosse lacune in grammatica italiana.
La soluzione ovvia per le lacune in grammatica italiana sarebbe fare un corso di grammatica, o studiare una grammatica.
Gli attuali testi di grammatica presentano diverse trappole che rendono difficile o quasi impossibile questo chiarimento.
I motivi di questo sono:
- I grammatici tendono a scrivere testi indirizzati ai loro colleghi grammatici, pieni di termini altisonanti e inutili, quindi le grammatiche veramente complete e corrette sono scritte in un modo che per la maggior parte delle persone li rende incomprensibili.
- Quando i grammatici scrivono una grammatica per bambini, possono usare parole semplici senza venir ripresi dai loro colleghi, ma queste grammatiche, essendo per bambini, non sono complete.
- Non esiste quindi un testo che, in modo semplice, spieghi TUTTA la grammatica necessaria per una buona comunicazione, un testo che presenti tutte le parti nella giusta sequenza, un testo che metta in relazione le regole grammaticali con il vero scopo della gramatica.
Non aspettarti dei video di alta qualità, aspettati però che i video si capiscano e che facciano capire la grammatica. E se non è così, non esitare a dirmelo in modo che io possa correggerli.
Tutto quello che ti chiedo è passare parola il più possibile, su facebook, su twitter, sia online che offline, in modo da far sapere di questi video a tutti.
Bene! Lesson One! La grammatica è difficile... solo se non sai a cosa serve!
Torniamo indietro nel tempo a quando tu andavi alle elementari,
Ti hanno detto che la grammatica era una serie di regole che dovevi sapere.
Non ti hanno detto perché.
Ma se le sapevi, prendevi un bel voto e se non le sapevi prendevi un brutto voto e quindi hai capito che lo scopo della grammatica era prendere un bel voto.
La tua definizione di grammatica è diventata: quella serie noiosa di regole che nella vita non servono a niente, ma che quando facevo le elementari e le medie dovevo sapere se volevo prendere un bel voto.
Diciamo la verità, a te non interessa sapere che "Stefania" e "Luca" sono nomi propri, oppure che "pecora" e "capra" sono nomi comuni. Perché queste informazioni non ti cambiano la vita, non ti fanno guadagnare di più, non migliorano le tue relazioni sociali.
Ma ascoltami bene ora, se non conosci la grammatica, sprechi la migliore arma che tu possa avere, la comunicazione. La tua migliore arma va sprecata perché non hai mira.
Se le tue buone idee sono le tue frecce o le tue munizioni, la grammatica è come la mira!
E tu sprechi le tue migliori idee perché non riesci a comunicarle in modo completo e preciso.
Ci sono volte in cui devi riuscire a comunicare con piena chiarezza le tue idee, perché stai cercando di vendere, oppure perché devi ottenere accordo su una meta.
Ci sono volte in cui hai veramente bisogno di esprimere in modo preciso e completo i tuoi sentimenti.
Quindi a cosa serve la grammatica? A migliorare la qualità della tua comunicazione.
E cosa intendo con la qualità della comunicazione? Intendo il livello di precisione con cui le parole esprimono quello che hai in mente.
Questo è lo scopo fondamentale. Questa è l'unica cosa importante. Questo è l'unico punto di vista con cui studiare la grammatica.
Ogni regola o dato che apprendi, lo capisci solo se ti aiuta a rendere più precise e più efficaci le tue comunicazioni.
E con precise non si intende formalmente giuste, senza errori, qui proprio non stiamo parlando di errori, di giusto o di sbagliato.
Stiamo parlando di quanto le parole che usi corrispondono esattamente a quello che hai in mente e che vuoi comunicare. E quanto quello che capisci, corrisponde a quello che aveva in mente e cosa voleva comunicare quancun altro a te.
Voglio farti diversi esempi perché è importante che tu capisca questo punto prima di studiare la grammatica, altrimenti non ne trarrai nessun beneficio, non ti piacerà e l'abbandonerai.
Prendiamo per esempio Tarzan. Lui dice a Jane: "Tarzan andare casa, Jane cosa fare?".
Oh! Ci sono errori grammaticali!!! Beh, questo non ci interessa! Ripeto: questo non ci interessa.
Quello che ci interessa è che Tarzan, in realtà... beh, parlando con lui abbiamo scoperto che quando ha detto quella frase, lui era indeciso sul fatto di andare a casa e voleva il parere di Jane. Ma siccome non conosce bene i verbi, non usa le forme giuste.
Riproviamo.
Se lui avesse detto: "Tarzan andrebbe a casa...", oppure, ancora meglio "Io andrei a casa, tu cosa vuoi fare?", questo corrisponderebbe esattamente a cosa pensa.
In questo esempio Tarzan sa il significato della parola "Tarzan", sa cosa vuol dire "andare" e sa cosa vuol dire "casa". Conosce tutte le parole. Quello che non conosce è la grammatica.
Se vai su un dizionario e cerchi la parola "andare", non trovi scritto che se sei incerto, oppure vuoi essere cortese, usi "andrei", queste informazioni le trovi solo sulla grammatica.
Inoltre, possiamo forse dire che non si capisce niente? Non possiamo, perché qualcosa si capisce. Ma capire vagamente e capire con precisione, sono due livelli di qualità differenti.
Tarzan comunica in qualche modo, ma ha delle grosse lacune in grammatica e quindi fa fatica a esprimere a parole, con precisione, quello che pensa. Questo è lo scopo della grammatica.
Non sto dicendo che se non conosci la grammatica sei tagliato fuori dal mondo.
Ma se vuoi che la tua comunicazione sia di alta qualità, devi conoscere la grammatica.
E tornando all'esempio, tu sai benissimo che nella frase "Tarzan andare casa, Jane cosa fare?" ci sono errori. Come mai? Ti sei forse fermato a pensare a quali regole sono state violate? No. Lo sai semplicemente perché ti suona male! E perché ti suona male? Perché non concorda con la media delle frasi che senti usare attorno a te.
Hai ascoltato e letto milioni di conversazioni e frasi, sai già come non fare errori, basta adeguarsi alla media concordata. La grammatica non serve a quello.
Serve per riuscire a esprimere perfettamente qualsiasi idea tu abbia, in modo che altri la possano veramente capire. Chiaro??!!
La stessa cosa vale quando leggi o ascolti.
Stai studiando un corso di cucina. Chi lo ha scritto aveva capito molte cose sul cucinare. Lui sa esattamente come si fa nel modo giusto e ora te lo vuole comunicare attraverso le parole di un corso o di un libro.
Penso che ti piacerebbe arrivare ad avere la stessa conoscenza, non solo una parte, non una cosa confusa, ma arrivare proprio a sapere la stessa esatta conoscenza, completa e precisa.
Arrivare ad avere in mente la stessa conoscenza che ha lui.
Questo è lo scopo della grammatica. Questo è l'unico scopo della grammatica. Questo è l'unico scopo di qualsiasi parte della grammatica.
E non potrai mai ottenere questo risultato senza la grammatica (a meno che tu non sappia usare la telepatia).
Senza grammatica non sarai mai in grado di capire esattamente ciò che le persone ti vogliono dire. Potrai capirlo solo in parte. Potrai capire il 20%, anche l'80%, ma mai il 100%.
Tu non hai idea di quanta parte della tua conoscenza va perduta ogni giorno per questo unico motivo.
Quello che imparerai nei prossimi video ha solo questo scopo e, ripeto, non centra niente ne con gli errori e la bella forma, ne con le regole che imparavi a memoria alle elementari per prendere un bel voto.
E con lo scopo giusto, la grammatica diventa semplice; è difficile solo se non sai a cosa serve.
OK, per questa prima lezione penso che basti.
Nel prossimo video inizieremo a parlare di quelle brutte cose chiamate parti del discorso, ma lo faremo in un modo particolare.
Ti sei mai chiesto come fa un grammatico, uno studioso, un professore a scrivere una grammatica?
Ti sei mai chiesto chi ha deciso le regole della grammatica?
Lo scoprirai nel prossimo video.
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